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Continua l’accanimento della Direzione
contro gli 11 colleghi ex Almaviva Contact

Come ricorderete, 11 tra lavoratori e lavoratrici di Almaviva Contact, precedentemente distaccati in Almaviva Spa per svolgere il servizio di Help Desk e Call Center per Ferrovie dello Stato, hanno vinto la causa in primo grado contro la legittimità del distacco stesso.

In ottemperanza a quanto disposto dal giudice, la Direzione ha stabilito l’assunzione dei ricorrenti su Roma ma, in attesa del giudizio di secondo grado, ha stabilito anche il loro trasferimento immediato a Zumpano (CS).

Come era facile prevedere, il trasferimento è stato impugnato da alcune lavoratrici, in quanto esso appariva come una decisione volta solo a punire le persone, per il “grave torto” di aver vinto una causa contro l’azienda.

La vertenza giudiziaria è tuttora in corso.
Ma va sottolineato che, per almeno una parte degli 11 lavoratori, era stato avviato un percorso di formazione denso e significativo, mirato alla ricollocazione nell’area del presidio HH24 dell’esercizio sistemi nella sede di Scalo Prenestino, come anche richiesto da questa RSU per tamponare le carenze di organico esistenti su alcune piattaforme.
Improvvisamente, però, in concomitanza sospetta con un provvedimento del giudice temporaneamente favorevole all’azienda, il processo formativo si è interrotto e anche queste persone sono state nuovamente trasferite a Zumpano.

Alla richiesta di spiegazioni della RSU, la Direzione ha risposto che, pur in presenza di test positivi al termine dei corsi, il “training on the job” successivo sarebbe stato insoddisfacente.
Se questo fosse vero, la Direzione potrebbe facilmente fornire la documentazione necessaria per chiarire tale giudizio negativo alle persone direttamente interessate, rispettando così un dovere di trasparenza e un loro diritto e consentendogli di migliorare la propria preparazione in vista di una possibile futura occasione.
Pertanto, anche a nome delle lavoratrici interessate, invitiamo formalmente la Direzione ad inviare loro la suddetta documentazione.
In caso contrario, fermo restando che le lavoratrici si riservano la possibilità di chiederla per altre vie, la RSU non potrà che ritenere infondato il giudizio negativo dichiarato, che apparirebbe come uno strumento creato ad arte per riaffermare una volontà punitiva nei confronti delle lavoratrici ricorrenti.

In conclusione, non possiamo che rivolgere alla Direzione un ulteriore invito alla ragionevolezza: sarebbe opportuno, in attesa del pronunciamento definitivo del giudice sull’assunzione in Almaviva spa, che tutti gli 11 lavoratori ricorrenti trovassero una collocazione temporanea su Roma, come sarebbe possibile e anche funzionale alle esigenze produttive aziendali.

Roma, 8 Giugno 2015                             RSU ALMAVIVA ROMA

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