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Ordine del giorno dell’Assemblea Generale Tsf

(10 Febbraio 2009)

L’Assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori TSF, in merito al documento “Accordo quadro per la riforma degli assetti contrattuali”, proposto dal Governo e siglato, tra gli altri, da CISL, UIL e Confindustria, coerentemente con il dissenso già espresso, nelle mozioni del 6/6 e del 2/12/2008, esprime la propria assoluta contrarietà ai contenuti e al metodo utilizzato per giungere alla firma del documento.

Nel metodo, perché sono mancati la discussione e il voto sulla piattaforma, la mobilitazione durante la trattativa, la discussione e il voto finale sull’accordo siglato.

Nei contenuti, perché il documento non solo non raggiunge gli obiettivi, pure insufficienti, proposti nella piattaforma, ma anzi va in senso contrario, continuando ad alimentare una politica redistributiva dal lavoro dipendente verso il profitto e la rendita, che rende sempre più drammatica la già grave questione salariale.

Scelte particolarmente gravi sono: l’assunzione di un indicatore di inflazione che non tiene conto dei costi energetici, la possibilità che la contrattazione integrativa deroghi in peggio rispetto al contratto nazionale, il legame vincolante della contrattazione integrativa agli incentivi fiscali e all’andamento aziendale, la limitazione del diritto di sciopero, l’assenza di regole democratiche che permettano a lavoratrici e lavoratori di decidere sugli accordi che li riguardano.

Il documento, inoltre, nulla dice sulla crisi economica e finanziaria in corso che rischia di essere la più grave dalla seconda guerra mondiale ad oggi.

Né la Confindustria né il Governo agiscono per contrastare la crisi, con interventi pubblici efficaci e politiche anti-cicliche, come già si stanno elaborando in altri paesi europei e negli Stati Uniti d’America.

Viceversa: continuano a perseguire una miope politica di abbassamento del costo del lavoro e di compressione dei diritti sociali che ha già portato l’Italia a tassi di sviluppo tra i più bassi dei paesi industrializzati e che, nella crisi in atto, rischia di farci pagare i prezzi più alti in termini di licenziamenti di massa (dalla scuola all’industria, dalla ricerca al pubblico impiego, a partire dai precari, senza ammortizzatori sociali, e proseguendo con le lavoratrici e i lavoratori tutti).

Contro questo accordo e queste politiche economiche, a difesa della democrazia e dei diritti del mondo del lavoro, è in campo una mobilitazione, indetta dalla CGIL, che prevede, ad oggi, uno sciopero unitario delle categorie dei Metalmeccanici e della Funzione Pubblica per Venerdì 13 Febbraio e la votazione referendaria sull’accordo separato in tutti i luoghi di lavoro.

 

L’Assemblea TSF aderisce allo sciopero e dà mandato alla RSU di organizzare la presenza al corteo e il Referendum in azienda, al fine di consentire a tutti i dipendenti di esprimersi sull’accordo separato.

 

 

Roma, 10 Febbraio 2009                   

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