Archivi per la categoria ‘Comunicati’

BASTA TAGLI

ALLE PENSIONI PUBBLICHE!

 

Sulla previdenza si apre una trattativa ad alto rischio

 

Si apre domani la trattativa tra Governo e Parti Sociali sul sistema pensionistico. In questi giorni sono circolate voci, di provenienza governativa, che hanno formulato l’ipotesi della trasformazione dello “scalone” (la norma della riforma Maroni che fa balzare, alla mezzanotte del 31 dicembre 2007, l’età minima per la pensione di anzianità dai 57 ai 60 anni) in piccoli “scalini”.

 

Questa ipotesi va respinta, come va respinto, più in generale, il disegno di elevare l’età pensionabile, che molti Soloni Confindustriali sollecitano a gran voce proprio mentre le stesse aziende affiliate chiedono e ottengono migliaia di mobilità lunghe per mandare a casa lavoratori di 50 anni.

 

Al Governo si chiede coerenza.

Infatti, secondo il programma elettorale dell’Unione, lo “scalone” doveva semplicemente essere abolito:

 

"eliminare l’inaccettabile gradino e la riduzione del numero delle finestre che innalzano bruscamente e in modo del tutto iniquo l’età pensionabile "

(pag. 169, alla voce: “Una previdenza sicura e sostenibile”)

 

Tanta determinazione in campagna elettorale non dovrebbe lasciare spazio a soluzioni intermedie: invece, ai Sindacati, non solo viene proposto lo scambio scalone/scalini, ma in più si chiede la “revisione dei coefficienti”, formula fintamente tecnicistica dietro la quale sono celate riduzioni delle future pensioni dell’ordine del 6-8%.

 

Per giustificare questo abbassamento il Governo arriva a “prevedere” una crescita del PIL dell’1 %, molto meno di quanto ipotizzato da altri enti o in altre sedi, per esempio al fine di convincere a versare il TFR nei Fondi Pensione.

 

Noi chiediamo a CGIL CISL UIL di non accettare questa impostazione.

Al contrario, come scritto nel documento unitario che fa da Piattaforma per questa trattativa, occorre garantire il potere d’acquisto delle pensioni, ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile, già presente nella riforma Dini, ed estendere diritti e tutele per i giovani, i redditi bassi, i lavoratori precari, stagionali, saltuari e part time.

 

Per il diritto ad una pensione pubblica equa e dignitosa

Contro ogni peggioramento del sistema pensionistico

Pronti a sostenere con la lotta queste posizioni

 

Roma 8 maggio 2007

RSU Almaviva, RSU TSF

 

MOBILITA’ LUNGA

Pubblicato il decreto del Ministero

 

Il 2 maggio è stato firmato il decreto ministeriale per la ripartizione di 6000 unità di mobilità lunga (previste dalla legge finanziaria 2007) tra le aziende/gruppi che ne avevano fatto richiesta.

Da ieri il testo del decreto è disponibile sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro (sezione “notizie” di www.lavoro.gov.it ) ed entro pochi giorni sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Al gruppo Almaviva sono state assegnate 198 unità, pari al 33% della richiesta.

 

Ora dovrà essere fissato un incontro tra azienda e organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo 19/02/2007 per definire la ulteriore ripartizione delle 198 unità tra le tre società interessate: Almaviva, Almaviva Finance e Almaviva Sud.

 

Dopo aver definito la ripartizione tra le singole società potrà essere avviata la fase operativa che prevede colloqui diretti tra i responsabili della Direzione Risorse Umane e i lavoratori potenzialmente interessati (tutti coloro che maturano i requisiti per l’accesso alla mobilità lunga entro il 31/12/2007). Tali colloqui serviranno anche a verificare la situazione contributiva dei lavoratori.

 

Si ricorda che i requisiti minimi per l’accesso alla mobilità lunga riguardano sia l’età anagrafica (50 anni per gli uomini e 47 per le donne) che la contribuzione (28 anni di contributi).

 

La collocazione in mobilità lunga avverrà su base volontaria (secondo il criterio della “non opposizione”) e in coerenza con quanto stabilito dagli accordi del 19 febbraio, disponibili sul sito www.rsufinsiel.it.

 

 

Roma, 4 maggio 2006                            RSU Finsiel-Almaviva

5 x 1000

 

Anche quest’anno è possibile destinare una quota pari al 5×1000 dell’imposta sul reddito (Irpef sui redditi 2006) a sostegno del volontariato, delle Onlus (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), delle associazioni di promozione sociale, ecc.  Questa scelta non implica una spesa aggiuntiva a carico del contribuente.

 

Devolvere il 5×1000 è facile: basta scrivere i propri dati anagrafici, firmare e indicare il codice del beneficiario nel modello 730-1.

 

Ci sembra utile ricordare le organizzazioni con cui, in questi anni, abbiamo collaborato sostenendo diverse iniziative di solidarietà.  L’elenco completo dei soggetti abilitati a ricevere il 5×1000 può essere consultato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.  I programmi delle associazioni sono presenti sui siti indicati.

 

Roma, 10 aprile 2007                                                                    RSU Finsiel Almaviva – RSU Tsf

 

 

 

Organizzazione

 

 

Codice da indicare

 

 

Progetti sostenuti con la sottoscrizione in Finsiel-TSF

 

 

 

ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà

www.icsitalia.org

93016610011

 

Solidarietà con la Bosnia multietnica (aule di informatica per le scuole di Tuzla); emergenza profughi Albania e Kosovo; progetto integrazione sociale donne Moldavia

 

 

 

 

 

Emergency

www.emergency.it

 

97147110155

Costruzione dell’ospedale di Hanaba in Afghanistan; progetti di assistenza sanitaria vittime di guerra in Afghanistan

 

 

 

Un Ponte per

www.unponteper.it

 

96232290583

 

Progetti di assistenza sanitaria, realizzazione di impianti di potabilizzazione dell’acqua, fornitura materiali prima necessità e attrezzature scolastiche per la popolazione civile in Iraq

 

 

 

 

 

Unicef

www.unicef.it

 

01561920586

Emergenza profughi e rifugiati  di guerra nella regione del Darfur in Sudan

 

 

 

 

Medici Senza Frontiere

www.msf.it

 

97096120585

Emergenza sanitaria e assistenza vittime del terremoto in Pakistan e India

 

 

 

 

Terre des Hommes

www.tdhitaly.org

 

97149300150

Emergenza sanitaria e assistenza vittime dello Tsnunami in Thilandia e Indonesia

 

 

 

 

Caritas Ambrosiana

www.caritas.it

 

01704670155

Emergenza sanitaria e assistenza vittime degli uragani Katrina e Rita a New Orleans e in Lousiana

 

 

 

 

Mani Tese

www.manitese.it

 

02343800153

Emergenza sanitaria e assistenza vittime dell’uragano Stan in Chiapas (Messico) e Guatemala

 

COMUNICATO STAMPACOERENZA

 

 

Dopo la prima fase di stabilizzazioni in Atesia/Cos Roma, 615 operatori hanno accettato di firmare la conciliazione garantendosi il contratto a tempo indeterminato ed il recupero di tutto il pregresso contributivo da co.co.co e co.pro.

Fra questi vanno considerati anche gli operatori che 18 mesi fa avevano firmato i contratti di inserimento ai quali, grazie all’azione della Cgil non è stata imposta la firma della liberatoria, per loro non c’è il recupero contributivo previsto dalla finanziaria, hanno potuto scegliere tra un part-time a 20 ore senza firma della liberatoria part-time a 25 ore che l’azienda ha proposto per incentivare la firma della stessa.

La percentuale dei firmatari è stata molto elevata, il 75% c.a. degli interessati alla trasformazione ha accettato la stabilizzazione, inoltre un 10% c.a. dei primi convocati (25% della forza lavoro) ancora è nella possibilità di accettare il contratto, tra questi coloro che:

        si recheranno in Direzione Provinciale del Lavoro per conciliare (solo 30 lavoratori di cui 28 assistiti dai Cobas/Collettivo) 

        per motivi giustificabili non sono stati presenti nei giorni indicati dall’azienda per la transazione.

Le successive 3 fasi con altrettante stabilizzazioni saranno scaglionate a: giugno, settembre, dicembre.

Così Atesia passa da 220 c.a. contratti a tempo indeterminato a 850 c.a., i quali sommati ai 500 di Cos porta il numero dei lavoratori tutelati dall’Art. 18 e dallo Statuto dei Lavoratori a 1350 lavoratori sul territorio romano.

Questo risultato per noi è la conseguenza della forte opera informativa e di servizio che la Cgil ha sviluppato, (impegno oltretutto assolutamente gratuito nella fase conciliativa) a partire dall’esperienza delle assemblee e del difficile voto referendario di dicembre.

Pensiamo che il risultato sia un riconoscimento del lavoro svolto per giungere alla stabilizzazione con il maggior numero di garanzie possibili: fasce orarie, cambi turno, tutela delle mamme, contrattazione aperta sulle ore lavorate ed il premio di risultato.

Continueremo a sviluppare un forte impegno a partire dalle stabilizzazioni a tempo indeterminato dei lavoratori per ottenere miglioramenti futuri: salariali e dei diritti per tutti.

 

 

Cgil Roma Sud

 

welfare, sviluppo e pubblico impiego:

si apre un confronto difficile

 

 

 

Giovedì 22 Marzo sono cominciati gli incontri tra Governo e parti sociali sui temi del welfare, dello sviluppo economico e della riforma del pubblico impiego. Il confronto si presenta difficile perché gli interlocutori hanno posizioni anche molto diverse, al di là dell’obiettivo comune di arrivare ad un accordo.

 

CGIL, CISL e UIL sono arrivati alla discussione dopo aver costruito un documento unitario in 7 punti i cui contenuti si possono così riassumere:

 

1) Il tema fondamentale per l’Italia è la sua crescita economica e sociale e lo sviluppo sostenibile. Per riorganizzare le politiche di sviluppo occorrono diversi interventi riformatori da concordare col metodo della concertazione trasparente.

 

2) La finanziaria – con luci e ombre – ha messo al riparo i conti pubblici italiani; adesso occorre selezionare con cura priorità e scelte per avviare politiche economiche di crescita dei redditi da lavoro e da pensione. Le priorità che il sindacato indica riguardano:

ricerca, istruzione e formazione, non autosufficienza, politiche del lavoro e ammortizzatori sociali, casa, ambiente, riordino del sistema di compartecipazione ed eliminazione dei nuovi ticket introdotti dalla Finanziaria. La difesa dei salari e delle pensioni passa anche attraverso una politica dei redditi concertata con gli Enti locali, su fisco, tariffe, prestazioni sociali. Pertanto, CGIL CISL UIL chiedono, per la prossima finanziaria, un unico tavolo di confronto con Stato, Regioni e Comuni.

 

3) Fondamentale è la riforma della pubblica amministrazione: il memorandum sottoscritto con il Governo è il terreno giusto per realizzarla. Regioni, Province e Comuni devono essere impegnati in tale confronto. Le priorità sono la formazione, la valorizzazione del lavoro pubblico, il superamento della precarietà ed anche il rinnovo dei contratti su basi nuove.

 

4) In materia di previdenza occorre ribadire che il sistema pensionistico italiano è tra i più equilibrati d’Europa. E’ però necessario introdurre elementi di maggiore equità sociale nel sistema pensionistico al fine di renderlo più adeguato ai mutamenti dell’organizzazione del lavoro e dei sistemi produttivi e al mutato quadro demografico. A tale scopo vanno eliminate le distorsioni introdotte dalla legge Maroni, ripristinando la flessibilità dell’età pensionabile nel sistema contributivo e superando l’iniquo scalone previsto a decorrere dal 1 gennaio 2008 per il diritto alla pensione di anzianità. CGIL CISL e UIL dicono no alla modifica dei coefficienti di trasformazione delle pensioni perchè socialmente insostenibile, soprattutto per le giovani generazioni. Vanno invece estesi diritti e tutele per i giovani, i redditi bassi, i lavoratori precari, stagionali, saltuari, part time, e per garantire una vita dignitosa ai lavoratori anziani garantendo il potere di acquisto delle pensioni.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario:

- separare la spesa previdenziale da quella assistenziale;

- completare l’armonizzazione delle regole (soprattutto per le aliquote contributive e nel rapporto tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi) e lottare contro l’evasione e l’elusione contributiva;

- estendere diritti e tutele a chi oggi è escluso, riformando gli ammortizzatori sociali e ridefinendo la copertura figurativa per i periodi di congedo parentale e per il lavoro di cura;

- estendere ai lavoratori parasubordinati le tutele in materia di malattia, maternità, infortuni, disoccupazione e sostegno al reddito.

- garantire a tutte le figure il diritto alla costruzione di una previdenza complementare a quella pubblica, a partire, con urgenza, dai dipendenti del pubblico impiego.

- rivedere la normativa della totalizzazione dei contributi per garantire a tutti i lavoratori la possibilità di avere un unico trattamento di pensione e riconoscere i periodi derivanti dalla contribuzione ‘silente’ ai fini dell’accesso alla prestazione pensionistica di vecchiaia,

- portare a compimento la normativa relativa ai lavori usuranti;

- ridefinire complessivamente la normativa sui diritti sociali dei lavoratori migranti, estendendo anche a loro gli stessi diritti dei lavoratori italiani;

- incentivare la permanenza volontaria al lavoro nonostante il raggiungimento del diritto a pensione;

- garantire alle pensioni il loro potere di acquisto con le opportune rivalutazioni monetarie e gli interventi di riduzione del carico fiscale sia a livello centrale che locale;

- superare del tutto il divieto di cumulo tra pensione e lavoro

 

5) In relazione al mercato del lavoro occorre impegnarsi per la stabilizzazione nei settori pubblici e privati attraverso la definizione di un piano di legislatura per la stabilità e la buona occupazione. Gli indirizzi che devono orientare il confronto, sono:

- la centralità del lavoro a tempo indeterminato;

- la lotta al lavoro nero e sommerso;

- il sostegno e il rafforzamento del ruolo e degli ambiti della contrattazione collettiva;

- l’intervento negoziale sull’organizzazione del lavoro, la regolazione del ricorso alle tipologie non standard di impiego, maggiori tutele salariali, previdenziali, sociali e di sicurezza e la formazione.

E’ inoltre necessario intervenire nei processi di terziarizzazione e negli appalti, anche attraverso il finanziamento degli ammortizzatori sociali da estendere ai settori attualmente esclusi, con particolare riguardo ai lavori discontinui.

 

6) riguardo alla contrattazione, ferme restando le diverse posizioni sindacali sui modelli contrattuali, e le prerogative dei contratti collettivi, è necessario incentivare ed estendere la contrattazione di secondo livello, utilizzando una politica fiscale di sostegno.

 

7) Questi obiettivi, volti a migliorare le condizioni dei giovani, dei lavoratori e degli anziani, saranno tanto più raggiungibili quanto più saranno discussi e condivisi dalla maggior parte dei lavoratori e dei pensionati. Pertanto CGIL CISL UIL promuovono su questi temi una campagna generalizzata di assemblee in tutti i luoghi di lavoro e nei territori.

 

La RSU TSF si farà carico di informare lavoratrici e lavoratori sull’evolversi della discussione tra le parti sociali, riservandosi anche di convocare l’assemblea generale nei momenti in cui sarà necessario approfondire la discussione sui contenuti della trattativa.

 

 

 

29 marzo ’07                                                     RSU TSF

Archivi