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Telelavoro: un accordo disapplicato

Come è noto, dopo il ritiro del regolamento unilaterale aziendale, tutti gli accordi integrativi Almaviva sono stati prorogati fino al 31 marzo 2022.

Tra questi, c’è anche quello sul Telelavoro.

Nell’accordo del 27 maggio 2021, che ha introdotto lo Smart Working, si è scritto: “le Parti analizzeranno congiuntamente le modalità di coesistenza tra la disciplina della presente ipotesi e quella oggi in essere in materia di telelavoro, per assicurare un’omogeneità ed una coerenza interna alla regolamentazione complessiva di questi istituti.

L’analisi congiunta effettuata dal Coordinamento RSU Almaviva insieme con la Direzione, ha evidenziato notevoli divergenze sul tema, a causa della volontà aziendale di accettare le domande di Telelavoro solo in funzione di motivazioni di tipo “sanitario”.

Malgrado il nostro fermo dissenso, basato sul fatto che l’accordo sul telelavoro NON prevede la necessità di spiegare le ragioni alla base della richiesta, ma soltanto la valutazione della compatibilità della modalità di lavoro da remoto con il lavoro del resto del gruppo, l’azienda ha deciso di procedere unilateralmente rifiutando le poche domande presentate dopo l’estate con la motivazione che segue, identica per tutti e peraltro inviata, contraddicendosi, anche a chi avesse motivato la domanda per ragioni sanitarie:

non potrà essere accolta per ragioni tecniche, organizzative e produttive, anche riconducibili dalla introduzione del nuovo modello organizzativo aziendale (progetto “Become”)”.

Riteniamo scorretto il comportamento aziendale, tanto più in un contesto organizzativo (come il progetto Become) che è funzionale ad un utilizzo adeguato dell’istituto. Infatti:

  • Non ci possono essere ragioni tecniche (tranne quelle dettagliatamente specificate nell’accordo, per il personale escluso) che portino al rifiuto del telelavoro perché in pandemia abbiamo avuto fino al 95 % di persone al lavoro in remoto, con soluzioni tecniche adeguate.
  • Le ragioni organizzative addotte per il rifiuto (“il modello organizzativo del progetto Become”) sono inconsistenti perché se il nuovo modello RIDUCE le presenze in sede rispetto al modello precedente, anche il telelavoro può ridurre i suoi rientri in proporzione (visto che essi vengono concordati col responsabile) oppure attestarsi al massimo dei rientri previsti dall’accordo (in questo caso andando a coincidere con lo SW a regime).
  • Le ragioni produttive per il rifiuto sono le uniche che hanno una qualche giustificazione, in quanto alla fine riconducibili alla discrezionalità del responsabile; ma anche su questo, qualora il responsabile abbia dato parere favorevole, non si vede a che titolo intervenga Risorse Umane per rifiutare tale domanda, visto che non ha conoscenza delle esigenze produttive del gruppo.

Per questi motivi il comportamento aziendale ci sembra forzato e pretestuoso; fa sospettare l’intenzione di non voler tenere in vita l’istituto, né oggi nè in futuro, sconfessando la disponibilità che aveva invece dichiarato negli incontri di trattativa sul Regolamento del Lavoro Agile.

Pertanto, il Coordinamento RSU Almaviva contesterà tale comportamento in ogni sede possibile e sosterrà i lavoratori e le lavoratrici che vorranno impugnare i respingimenti della domanda di Telelavoro nei modi e nei tempi possibili.

Roma, 19 ottobre 2021                        Coordinamento RSU Almaviva SpA

 

 

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