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Dopo le assemblee

  

Quando abbiamo convocato questo giro di assemblee in tutte le sedi di Almaviva SpA eravamo fiduciosi ma anche preoccupati, perché era la prima volta che organizzavamo assemblee non “in presenza”, perché siamo già in piena estate, perché siamo tutti o quasi in Smart Working e perché la Direzione, nel tentativo di screditarci e dividerci, ci stava lanciando accuse pesanti.

 

Accuse che si sono ripetute mentre le assemblee erano in corso, con una nuova comunicazione in cui la Direzione ribadiva la propria posizione con un approccio decisamente tecnicistico. Ma questo ping-pong di risposte e contro-risposte su principi contabili, decimali e arrotondamenti rischia di diventare noioso e quindi, per quanto ci riguarda, questa è l’ultima volta che rispondiamo.

 

La comunicazione aziendale del 23 giugno aggiunge poco alla precedente e nei primi due punti dice cose scontate: infatti è ovvio che la riclassificazione si applichi nella fase finale di definizione del bilancio e che il pro-forma venga presentato negli anni in cui c’è una variazione dei criteri utilizzati. Invece, sul resto, non solo si fa finta di dimenticare che l’accordo sul PdR è biennale, cosa che rende la pretesa di riferirsi ai vecchi principi contabili del tutto fuori luogo, ma si trascura anche che le Rsu, sui temi della “incrementalità” e sul rispetto della disciplina fiscale sui Premi di Risultato, sono state trasparenti, responsabili e ben consapevoli delle implicazioni che avrebbe avuto una soluzione “non conforme”.

 

Avere una diversa interpretazione di un accordo è già accaduto e rientra nella dinamica delle relazioni tra le parti ma l’accusa di “mancanza di buona fede” è grave, infondata e strumentale e rende evidente l’obiettivo aziendale di screditare e mettere in discussione la rappresentatività di un coordinamento composto da Rsu elette dall’intera comunità delle lavoratrici e dei lavoratori di Almaviva SpA. Ma le controparti non si scelgono ed è con noi (e con i sindacati metalmeccanici) che la Direzione deve confrontarsi per trovare una mediazione tra interessi diversi.

 

Crediamo che queste assemblee siano state la migliore risposta possibile alla decisione aziendale di non pagare il Premio di Risultato e di tentare di dividere i lavoratori e la loro rappresentanza.

 

Questo giro di assemblee, che si è concluso oggi con quella di Firenze, ha coinvolto la maggioranza delle colleghe e dei colleghi con risultati positivi e, per vari aspetti, sorprendenti.

 

La partecipazione è stata generalmente superiore a quella delle assemblee in presenza ma quello che ci ha colpito di più è stato il livello di attenzione mantenuto per tutta la durata della discussione: la quantità e soprattutto la qualità degli interventi (a voce o anche solo via chat) sono state notevoli e hanno permesso di affrontare ogni tipo di argomento, dalla trattativa sul Premio allo Smart Working, dal rinnovo dell’accordo integrativo all’andamento e alle prospettive dell’azienda, dalla situazione del CRM e di Almaviva do Brasil alle carenze della procedura di valutazione e via dicendo.

 

Abbiamo registrato una generale voglia di capire la fase aziendale (e sindacale) ed è emerso il sostegno forte alle Rsu contro i comportamenti e gli atteggiamenti della Direzione aziendale.

 

Queste assemblee sono state, se mai ce ne fosse stato bisogno, una risposta forte e chiara al tentativo di dividere i lavoratori, rivelando un senso di appartenenza a una comunità formata da persone che, lavorando fianco a fianco, continuano a dare un contributo decisivo ai risultati aziendali.

 

Noi vogliamo continuare a far crescere questa comunità, per aumentarne la consapevolezza e affrontare nelle migliori condizioni possibili il confronto con l’azienda, perché siamo convinti che il confronto, anche se aspro ed acceso, rimane la via maestra per arrivare alla soluzione dei problemi, nel pieno rispetto della dignità e dell’impegno di tutte le componenti aziendali.

 

2 luglio 2020                                         Coordinamento Rsu Almaviva SpA

 

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