IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

 

Riportiamo di seguito i passaggi della comunicazione aziendale

sul Premio di Risultato e le nostre risposte punto per punto

 

(Comunicato Azienda) Nella settimana tra 8 e 15 giugno (…). Di seguito i dati del bilancio 2019 secondo i principi contabili in essere al momento della sottoscrizione dell’accordo sul Premio.

   

  2019 no IFRS
Tot. Ric + altri prov. 502.613,0
EBIT 42.302,0 
% EBIT/Ric.+altri prov 8,42%

(Coordinamento Rsu) I principi contabili IFRS16 sono in vigore dal 1° gennaio 2019, ciò era noto già dal 2018 e il bilancio 2019 è stato redatto secondo tali principi. L’accordo è stato sottoscritto l’11 ottobre 2019.

 

(Comunicato Azienda) Registrato tale dato, (…). È con profondo sconcerto che (…) leggiamo comunicati sindacali che contro ogni evidenza affermano: “Nel 2019 è stato quindi raggiunto il risultato minimo previsto dall’accordo del 11 ottobre 2019 che garantisce il pagamento del 30% del premio, pari a 270 euro al 6° livello, riparametrati per gli altri livelli.”

 

(Coordinamento Rsu) L’azienda manifesta stupore e “profondo sconcerto” ma è perfettamente a conoscenza di quello che abbiamo scritto sul nostro comunicato perché lo abbiamo detto, motivato e ribadito più volte durante la trattativa.

 

(Comunicato Azienda) L’affermazione è falsa, perché fa riferimento a valori di bilancio riclassificati secondo nuovi principi contabili i cui effetti erano ignoti ad entrambe le parti al momento della stipula dell’accordo sul Premio, ma soprattutto perché anche con i nuovi principi contabili il rapporto EBIT / Ricavi e Altri Proventi si è attestato sotto la soglia minima.

 

(Coordinamento Rsu) Ribadiamo che, applicando il principio contabile IFRS16 – in vigore dal 1 gennaio 2019 e i cui effetti, durante la trattativa, erano stati dichiarati trascurabili dall’azienda – il rapporto EBIT / Ricavi e altri proventi arriva a 8,653% che si arrotonda alla prima cifra decimale come tutti (tutti!) gli indicatori utilizzati nel bilancio e il raggiungimento del 8,7% dà luogo al pagamento del Premio variabile, seppur al valore minimo previsto.

 

  2019 con IFRS
Tot. Ric + altri prov. 502.613,0
EBIT 43.496,0 
% EBIT/Ric.+altri prov 8,7%

(Comunicato Azienda) Possiamo comprendere il rammarico per il mancato raggiungimento del valore soglia del Premio e l’aspirazione del Sindacato a rendere tangibili i risultati di una negoziazione lunga e faticosa, rivendicando così in qualche modo il proprio ruolo, ma la mistificazione dei dati è invece incomprensibile poiché mina la credibilità dell’interlocuzione sindacale, ed è altresì inaccettabile.

 

(Coordinamento Rsu) Il problema non è la rivendicazione del ruolo sindacale quanto la incomprensibile chiusura aziendale al giusto riconoscimento della quantità e della qualità dell’impegno lavorativo di tutti i dipendenti e del loro contributo ai risultati raggiunti.

 

(Comunicato Azienda) Questo atteggiamento mistificatorio è ancor più inaccettabile se si considera la contestuale proroga dell’accordo integrativo, che prevede trattamenti molto superiori a quelli di tutte le Aziende competitor del settore.

 

(Coordinamento RSU) Proprio l’aver sottoscritto la proroga di quattro mesi dell’accordo integrativo (portandola dal 30 giugno al 31 ottobre) pur avendo proposto una proroga di nove mesi, anche per superare la fase di emergenza sanitaria, è la dimostrazione che non abbiamo mai rinunciato alla ricerca di ogni mediazione utile. Inoltre il costo del lavoro di Almaviva Spa è del tutto in linea con quello delle principali aziende concorrenti.

 

(Comunicato Azienda) Va aggiunto che (…) AlmavivA S.p.A. non ha mai fatto, anche in presenza di situazioni di pesante disequilibrio economico-finanziario, operazioni traumatiche sul personale, agendo esclusivamente con strumenti conservativi a salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale. Anche in occasione di questa grave pandemia, l’Azienda ha dato prova di responsabilità e ha posto tutti, indistintamente, in smart working con il fine principale di tutelare la salute dei lavoratori ed ha rinunciato ad utilizzare ammortizzatori sociali, anche nei confronti del personale che per ruolo non avrebbe potuto operare da remoto, facendosi carico dei relativi costi. Ammortizzatori che, legittimamente, sono stati invece utilizzati in molte aziende del settore in maniera anche molto diffusa. 

 

(Coordinamento Rsu) Diamo atto all’azienda di non aver fatto ricorso a “operazioni traumatiche” (né in questa fase né in precedenza) ma sottolineiamo che ciò non è dipeso da un “sentimento caritatevole”, quanto da una contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori seguita da valutazioni aziendali sui pro e sui contro delle diverse soluzioni possibili. Va altresì ricordato che è stato grazie ai sacrifici dei lavoratori (contratti di solidarietà e sospensione degli accordi aziendali) che Almaviva SpA è riuscita a superare gli anni peggiori della crisi (2012-2016), continuando ad essere competitiva sul mercato.

Quanto al lavoro agile, raccomandato in tutte le disposizioni di prevenzione sanitaria dei provvedimenti governativi, si deve sottolineare che solo l’insistenza sindacale ha evitato discriminazioni inaccettabili in tempi di pandemia ed ha limitato i ritardi, che pure ci sono stati, nell’applicazione di queste misure a partire dalle cosiddette zone rosse.

 

(Comunicato Azienda) Evidentemente il sindacato presente in Azienda non riesce a valorizzare tutti questi elementi, come d’altronde fatica ad affrontare nuovi scenari a partire dal tema del riconoscimento del merito e della produttività individuale valorizzando l’apporto del singolo ai risultati aziendali.

 

(Coordinamento Rsu) La realtà non può essere capovolta: è dal 2013 che il Coordinamento chiede l’introduzione in Almaviva di un sistema professionale, a cui collegare il processo di valutazione, anche per rendere trasparente il riconoscimento del merito individuale. L’azienda, dopo aver sminuito questa necessità, ha stentato ad applicare le sue stesse procedure di valutazione e non è neanche riuscita a portare a compimento la propria idea di sistema di classificazione delle competenze, avviato unilateralmente e arenatosi dopo la prima fase di sperimentazione. Peraltro, risulta chiaro a tutti che i risultati produttivi ed economici delle aziende del nostro settore dipendono in larga misura dalla collaborazione tra le persone e tra i gruppi e, quindi, dal lavoro di tutta la popolazione aziendale.

 

(Comunicato Azienda) Dobbiamo quindi prendere atto, con rammarico, del totale cambio, nella forma e nel merito, delle modalità del sindacato di rapportarsi all’azienda con tutte le conseguenze che ciò implica.

 

(Coordinamento Rsu) Riteniamo invece che, non da oggi, sia stato il cambio di atteggiamento aziendale a minare le relazioni industriali ed il corretto rapporto tra lavoratori ed azienda che, al contrario, richiedono reciproca disponibilità alla mediazione per conciliare i diversi interessi delle parti. Questo comportamento appare ancor più sbagliato nel difficile contesto attuale che, invece, richiede rispetto, disponibilità al dialogo e collaborazione tra le parti.

 

Questo Coordinamento, unitamente ai sindacati nazionali e in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, rimane disponibile a un confronto che abbia l’obiettivo di preparare l’azienda alle difficili sfide future, nel pieno rispetto della dignità e dell’impegno di tutte le componenti aziendali.

 

 

 

22 giugno 2020           Coordinamento nazionale Rsu Almaviva SpA