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PREMIO DI RISULTATO 

Lettera aperta ai lavoratori e ai vertici aziendali

Dopo una trattativa fin troppo lunga (più di un anno) abbiamo formalizzato alla Direzione del Personale la nostra proposta di accordo sul Premio di Risultato variabile.

 

Contestualmente abbiamo chiesto alla delegazione aziendale di portare la proposta sindacale all’attenzione dei massimi vertici aziendali, visto che loro – come delegazione trattante – avevano più volte dichiarato di non avere il mandato a discostarsi dall’ultima proposta aziendale la cui struttura, che prevede un indicatore primario e tre sotto-indicatori (demoltiplicatori) con lo scopo di ridurre/azzerare il valore del Premio, non trova riscontro nel panorama degli accordi stipulati nelle aziende metalmeccaniche/informatiche italiane.

 

Riportiamo di seguito la proposta sindacale con alcune osservazioni:

 

  1. Indicatore di Redditività: EBIT/VPT (%). Si tratta di un indicatore proposto dalla Direzione all’avvio della trattativa ed è pienamente in linea con quanto previsto dal Contratto Nazionale 26 novembre 2016 (allegato 6 del CCNL)
  2. Valori Target: da 8,80% a 10,00%. Si tratta di una scala di valori che tiene conto degli andamenti aziendali degli ultimi anni e costituisce una sfida ambiziosa per i prossimi due; la scala proposta dall’azienda è sostanzialmente simile
  3. Valori Premio: dal 20 al 140 %. Si tratta di una scala già concordata tra le parti nell’accordo di armonizzazione 2013
  4. Importo teorico:500 euro al 6° livello come cifra corrispondente al 100% del Premio. Si tratta della cifra già concordata tra le parti nell’accordo di armonizzazione 2013 e mai smentita da alcuno
  5. Periodo contrattuale: biennio 2019-2020. Si tratta della proposta aziendale, sempre confermata durante la trattativa, recepita dalle RSU per facilitare un compromesso tra le parti.
  6. Pagamento: a saldo (esempio: erogazione 2020 in base a risultati 2019). Si tratta di una soluzione standard, coerente col Contratto Nazionale e già più volte utilizzata in azienda, recepita dalle RSU rinunciando alla proposta di pagamento mediante Anticipo/Saldo

 

Nell’ambito di questa proposta, le RSU hanno anche sottolineato la propria disponibilità al confronto su tutti i punti elencati e, se utile, a coinvolgere nella discussione finale per la definizione dell’accordo sia i vertici aziendali che i coordinatori nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

 

Alla luce di tutto questo chiediamo:

  • Perché questa impostazione sarebbe problematica?
  • Che cosa impedisce all’azienda di condividere un accordo sul Premio (variabile sulla base dei risultati 2019 e 2020) anche ai dipendenti, visto che ha stabilito gli MBO per i dirigenti già a partire dai risultati 2018?
  • Poiché i sacrifici fatti in questi anni hanno permesso all’azienda di risparmiare più di 100 milioni di euro sul costo del lavoro, come si può rifiutare un riconoscimento economico, previsto da leggi e contratti, ora che l’azienda è uscita dalla crisi e i bilanci sono positivi?

 

Il Coordinamento delle Rsu Almaviva non è mai stato estremista e ha sempre lavorato per trovare un punto di mediazione tra i bisogni e le richieste dei lavoratori e le esigenze aziendali.

 

Oggi rifiutare questa proposta sarebbe, da parte aziendale, un segno di chiusura e di egoismo veramente fuori dal tempo e inconciliabile anche con i principi di equità e responsabilità sociale alla base del Codice Etico aziendale, del Modello organizzativo 231 e della certificazione SA8000.

 

4 ottobre 2019                                                       Coordinamento Rsu Almaviva

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