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RISPETTO

  

L’ultimo incontro tra la Direzione e il Coordinamento delle Rsu Almaviva sul Premio di Risultato variabile è servito a misurare la distanza tra la proposta aziendale e quella sindacale ma anche a mettere a fuoco gli ostacoli che devono essere superati per arrivare a una soluzione condivisa.

 

 

Tra le diverse categorie di possibili indicatori previsti dalla legge e dal CCNL (redditività, produttività, qualità, efficienza, innovazione) la proposta aziendale – valutata l’attuale impraticabilità di indicatori di gruppo/area – si ferma a quelli di redditività (Valore Produzione Tipica (VPT) e Risultato Operativo (Ebit), combinati tra loro e tarati su obiettivi molto “ambiziosi”).

 

 

La proposta sindacale è invece articolata su più indicatori: (1) di redditività (MOL (Ebitda)/Ricavi), (2) di produttività (Ricavi/Anni persona) e (3) di efficienza/innovazione, aventi peso diverso, indipendenti tra loro e tarati sull’andamento degli ultimi anni, misurando i “risultati conseguiti in termini di incrementi di elementi variabili”, così come richiamato dal vigente CCNL metalmeccanico e in coerenza con le agevolazioni previste dall’attuale normativa fiscale.

 

 

Ma la maggiore difficoltà sta nel fatto che l’azienda NON intende riconoscere e considerare, ai fini del pagamento del Premio, i risultati che verranno raggiunti nel 2018. Questa posizione è inaccettabile.

 

 

L’impegno e i sacrifici fatti in questi anni sono stati fondamentali per la ripresa, industriale ed economica, di Almaviva. E la ripresa, i cui primi segnali si sono manifestati già dal 2015, si è rafforzata nel 2016 e nel 2017 ed è atteso un ulteriore miglioramento nel 2018.

 

 

Continuare a rimandare la definizione e il pagamento del Premio (previsto formalmente da un capitolo dell’accordo aziendale 2013, mai attuato concretamente) sarebbe una mancanza di rispetto. E questa mancanza sarebbe veramente grave, visto che per i dirigenti è già in vigore un sistema premiante (MBO) definito a livello individuale (così come stabilito dal contratto dei dirigenti), previsto anche per il 2019 e da calcolare in base ai risultati 2018. Due pesi e due misure?

 

 

Noi crediamo che ci siano le condizioni per arrivare a un accordo sul Premio a partire dai risultati 2018, anche prevedendo una crescita progressiva del “valore 100” del Premio negli anni a seguire, con la stessa logica che ci ha guidato nella gestione del Contratto di Solidarietà e nel recupero degli istituti ridotti/sospesi.

 

Nei prossimi mesi ci aspettano scadenze contrattuali importanti e questa trattativa deve anche dimostrare la volontà aziendale di valorizzare il metodo del confronto.

 

Oggi chiedere un accordo sul Premio equivale a chiedere RISPETTO

 

 

Ø RISPETTO per i sacrifici che abbiamo fatto e che ancora stiamo facendo

 

Ø RISPETTO per l’impegno che ci mettiamo tutti i giorni, sopportando l’aumento dei carichi di lavoro, le scadenze sempre più pressanti e gli orari fuori controllo

 

Ø RISPETTO per i risultati che otteniamo nonostante un contesto lavorativo/professionale reso più difficile a causa dei continui cambiamenti e dei gruppi sottodimensionati

 

Ø RISPETTO per il senso di responsabilità che dimostriamo nel lavoro e nel rapporto con i clienti, anche quando manca il supporto dell’azienda e vince la disorganizzazione

 

RISPETTO. Perché senza rispetto per il lavoro non si va da nessuna parte

8 novembre 2018

coordinamento rsu almaviva

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