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CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ

Dal 4 aprile, dopo la settimana di sospensione dal periodo iniziale di CIGO, si avvia il Contratto di Solidarietà (CdS) che, così come previsto dall’accordo del 26 gennaio e da quello del 4 marzo (procedura per l’avvio formale dei CdS), durerà fino al 30 giugno 2017.

Percentuali di Solidarietà e regole di pianificazione

La pianificazione delle giornate di Solidarietà avviene su base bimestrale (primo bimestre: 4 aprile – 31 maggio), le percentuali non variano rispetto a quelle della CIGO (10% e 12,5%, corrispondenti a 4 e 5 giorni al bimestre) e si conferma la possibilità, per l’azienda, di ridurre queste percentuali al 5% (2 giorni al bimestre) per un numero massimo di 600 persone “in funzione dell’allocazione su progetti/servizi critici”.

Criteri generali

Il perimetro delle persone con percentuale ridotta al 5% non è fisso per tutta la durata del CdS ma viene determinato bimestre per bimestre dalla Direzione aziendale, previa comunicazione e discussione con le Rsu, tenendo conto dei criteri di carattere generale e collettivo previsti dall’accordo (scadenze e rilasci, progetti/servizi critici per particolari clienti/contratti, ecc).

Criterio di rotazione

In vista dell’avvio della Solidarietà abbiamo chiesto e ottenuto (accordo 4 marzo) che fosse introdotto, ove possibile, un criterio di rotazione temporale tra le persone con percentuale ridotta al 5% all’interno di uno stesso gruppo. Questa ulteriore specificazione si è resa necessaria perché le scelte operate dall’azienda sono vincolate dal limite di 600 (motivato da una necessità economica quantificata dalla Direzione in fase di trattativa) e il criterio di rotazione permette di distribuire meglio i carichi di lavoro e il peso della Solidarietà quando non è possibile portare al 5% tutti i lavoratori impegnati sulle stesse attività/progetti/servizi.

Responsabilità aziendali e verifiche congiunte

Va sottolineato che la riduzione al 5% rappresenta una soluzione organizzativa per affrontare nelle migliori condizioni le criticità e le urgenze che via via si presentano. In questo quadro la responsabilità delle scelte spetta alla Direzione aziendale mentre la verifica del rispetto dei criteri è demandata al confronto tra azienda e Rsu.

Peso economico delle giornate di Solidarietà

Il Jobs Act ha modificato le regole sui CdS che hanno perso il loro carattere di ammortizzatore sociale autonomo e sono diventati una semplice causale della Cassa Integrazione, assumendone tutte le caratteristiche normative ed economiche, con la conseguenza di una maggiore penalizzazione sullo stipendio (come abbiamo visto con il cedolino di marzo).

Nei giorni di Solidarietà non si lavora!

La penalizzazione sullo stipendio deve essere anche un motivo in più per evitare di lavorare da casa (o perfino rientrando in azienda) o di rispondere a chiamate telefoniche inerenti motivi di lavoro nelle giornate di Solidarietà. Ogni richiesta di questo tipo da parte di dirigenti e responsabili è una mancanza di rispetto nei confronti del sacrificio che tutti stiamo facendo. Più in generale va ricordato che qualsiasi violazione o deroga alla normativa vigente, oltre a costituire un danno diretto per il lavoratore, espone l’azienda al rischio di sanzioni, anche gravi, da parte degli enti di controllo (Ministero del Lavoro, Inps).

 

4 aprile 2016                                 Coordinamento Rsu Almaviva SpA

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