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ALLARME ROSSO

 

In seguito ai provvedimenti disciplinari comminati dall’Azienda a 5 operatori della Service Control Room, si è riunita l’assemblea delle strutture di Transportation Global Outsourcing, Managed Operations e Market Global Outsourcing della sede di Scalo Prenestino.

 

L’assemblea ha visto una buona partecipazione e tutti gli interventi fatti hanno concordemente segnalato una situazione lavorativa che è già ai limiti della sopportazione e che rischia di precipitare da un momento all’altro.

 

I provvedimenti disciplinari emanati sono apparsi a tutti immotivati, comunque esagerati, inopportuni e paradossali, nel momento in cui sono andati a colpire lavoratori che per tutta la notte si sono adoperati per contribuire alla soluzione di problemi originati da attività non di loro competenza.

 

Ma questa valutazione e il sentimento di rabbia e frustrazione originato dai provvedimenti stessi, hanno permesso di esprimere in modo preciso e circostanziato una sequenza di comportamenti e disorganizzazioni che portano disagio e inefficienza nell’attività lavorativa quotidiana.

 

In particolare sono state sottolineate:

  • l’esistenza di evidenti contraddizioni tra le procedure ufficialmente in essere e le prassi originate dalle direttive, spesso verbali, di alcuni dirigenti e quadri; prassi peraltro anche diverse tra loro, a fronte del medesimo problema, in funzione di chi le decide;
  • l’insufficienza numerica di tutti i gruppi di lavoro, dai presidi HH24 ai gruppi di reperibilità, ai diversi team sistemistici;
  • la condizione di operatività dell’infrastruttura, evidenziata dai problemi che si sono manifestati recentemente;
  • l’eccesso di responsabilità che viene scaricato sugli operatori HH24, chiamati ad assolvere, in un periodo di tempo contrattualmente minimo, una serie di compiti contraddittori, eccessivi e che esulano dalle proprie competenze;
  • l’inadeguatezza della formazione rispetto alla gestione delle attività e la discutibile logica sulla scelta delle risorse coinvolte nella formazione;
  • la frequente disorganizzazione, sia operativa che di comunicazione, delle attività di manutenzione programmata, degli upgrade di sistema e dei passaggi in esercizio delle applicazioni e delle patch:
  • l’incapacità da parte della dirigenza, ai vari livelli, a quantificare e giustificare presso il cliente lo sforzo organizzativo e l’impegno lavorativo necessario alla gestione, manutenzione e sviluppo di sistemi operativi e applicazioni operative sostanzialmente HH24 e 365 gg l’anno, con la conseguente difficoltà a valorizzare il lavoro in termini di ricavi;
  • l’incapacità da parte della dirigenza, ai vari livelli, a rappresentare al cliente le esigenze tecniche di sviluppo e manutenzione dei sistemi (e i conseguenti tempi di fermo necessari alle operazioni) cosicché esse vengono trascurate, mettendo a rischio la solidità e la funzionalità dei sistemi stessi;
  • la gestione approssimativa e talvolta scorretta delle normative contrattuali riguardanti gli straordinari e la reperibilità;
  • la sistemazione non confortevole dell’ambiente di lavoro, che per la sua conformazione favorisce la confusione, riduce la concentrazione, non riserva spazi adeguati alla fruizione della pausa pranzo all’interno della sede.
  • l’esistenza di un clima intimidatorio e ansiogeno, generato dai comportamenti di alcuni dirigenti e responsabili che si contraddistinguono per atteggiamenti e linguaggi censurabili durante discussioni generate nell’ambito di un’attività lavorativa complessa;

 

La RSU condivide tutte le osservazioni fatte dall’assemblea, che peraltro confermano e sostanziano precedenti analisi già riportate alla Direzione aziendale.

 

Si chiede pertanto di convocare con urgenza un incontro che abbia all’ordine del giorno l’organizzazione del lavoro e la situazione complessiva dei citati gruppi di Esercizio Sistemi, con particolare riguardo ai temi qui rappresentati.

 

 

4 Maggio 2015                                                                     RSU Almaviva Roma

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