NON SI PUO’ ANDARE AVANTI COSI’

 

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della struttura Operations dedicata a Trenitalia, si è riunita Mercoledì 5 Febbraio per discutere i recenti avvenimenti che hanno portato, da un lato all’emanazione di un provvedimento disciplinare nei confronti di un dipendente della struttura e dall’altro al grave malore che ha colpito una collega della stessa struttura.

 

Dalla discussione, partecipata e approfondita, sono emerse le seguenti considerazioni:

  • L’errore materiale che è all’origine di tutti i fatti è stato affrontato con i normali strumenti contrattuali (cartellini) e risolto tempestivamente come dovuto.
  • Le strutture aziendali, a tutti i livelli, non hanno saputo reggere le indebite pressioni esterne, mancando di contestarne la fondatezza con un’analisi tecnicamente precisa dell’evento che avrebbe consentito di inquadrare l’errore nella sua reale dimensione di “errore sfuggito ai test e al collaudo”.
  • La Direzione Risorse Umane ha elevato una contestazione disciplinare esagerata nei toni, negli addebiti e nelle misure cautelative (sospensione), almeno in relazione ai fatti già accertati in sede di indagine con i diretti responsabili.
  • I comportamenti di cui ai punti precedenti hanno causato direttamente un grave stress emotivo e un conseguente malore grave in una dipendente della struttura: il che ha reso necessario l’intervento di un’ambulanza e il ricovero ospedaliero della persona.
  • La Direzione R.U., accogliendo solo parzialmente le giustificazioni addotte, ha emanato un provvedimento disciplinare eccessivo (sospensione di un giorno) rispetto all’errore commesso dal dipendente.
  • Né la Direzione R.U. né le dirigenze della Struttura, della Divisione e dell’Azienda, hanno tenuto conto delle condizioni di oggettiva grave difficoltà in cui si trovano ad operare le persone che operano nell’ambito della sviluppo software o della conduzione funzionale. Pertanto è indispensabile ribadire qui un quadro preciso della situazione, relativamente ai temi dell’organizzazione del lavoro e della sua distribuzione, con i conseguenti carichi di lavoro, sia in termini di tempo che di costi:
  1. Il circolo vizioso “calo investimenti – riduzione dei costi a parità di volumi o aumento dei volumi a parità di costi – annullamento o sostanziale sorvolo delle procedure di qualità – riduzione dei tempi di realizzazione dei progetti o servizi con collaudi sempre più approssimativi da parte del cliente” NON E’ PIU’ SOSTENIBILE.
  2. Tanto più in quanto l’azienda, con la vicenda di questi giorni, mostra di abdicare alle giuste e necessarie forme di tutela nei confronti dei dipendenti che lavorano.
  3. I dipendenti si trovano perciò SOLI ad affrontare la morsa che li costringe, da un lato a lavorare  sempre di più e dall’altro a lavorare sempre meno in qualità, assumendosi anche i rischi degli inevitabili errori che l’azienda sceglie di non più minimizzare, non importa se su richiesta del cliente o su sua iniziativa al fine di ridurre i costi.
  4. In questo modo, al danno di lavorare sempre in emergenza e senza riconoscimenti dell’abnegazione e dei sacrifici che ognuno sopporta, si aggiunge la beffa di essere esposti  senza difese alle pressioni dei clienti o alla ricerca del capro espiatorio di turno.
  5. Non è più accettabile che l’azienda stressi le persone in determinate aree, ridotte ai minimi termini per ragioni di costi, ed espella decine di persone dalle strutture produttive senza trovare ad esse le opportune nuove collocazioni: meglio sovra staffare i progetti (almeno risolvendo alcuni ritardi e alcune carenze) che lasciare le persone in un limbo improduttivo che è comunque un costo per l’azienda.
  6. Infine, il numeroso gruppo dirigente delle diverse strutture aziendali deve saper assumere su di sé, oltre all’ONORE di laute retribuzioni e importanti incarichi, anche l’ONERE delle responsabilità dei gruppi che dirigono, anche di fronte alle contestazioni del cliente.

 

Un’azienda che vive sempre in emergenza, trasformando l’eccezione in una regola, è un’azienda che non ha futuro.

 

 

L’assemblea della struttura Sistemi e Soluzioni Operations, Enterprise e Commerciale per Trenitalia e Imprese Ferroviarie con la RSU Almaviva Roma

I Commenti sono chiusi

Coalizione Clima
Archivi