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Mercoledì 30 gennaio 2013

LAZIO DIGITALE: CRISI, OPPORTUNITA’, STRATEGIE

Esperti e lavoratori del settore ICT a confronto con la politica

promossa e organizzata dalla Associazione

ROMPIAMO GLI SCHEMI – Pensieri positivi per l’innovazione

Sintesi dell’intervento della Rsu AlmavivA

Ringraziamo l’associazione Rompiamo gli schemi e Imma Battaglia per avere organizzato questa giornata di confronto e per averci invitato.

Evitiamo di parlare della situazione sindacale aziendale, sulla quale abbiamo distribuito una scheda che la illustra (allegata), altrimenti i “pensieri positivi” scappano dalla finestra.

Sottolineiamo solo lo spirito e la pratica unitaria della Rsu, anche in questa fase di profonde divisioni sindacali, e la nostra collocazione tra i metalmeccanici, altro fatto da specificare perché stiamo parlando di un settore i cui lavoratori soffrono la dispersione e la disarticolazione tra i più diversi contratti collettivi.

Abbiamo conosciuto Imma quando era una giovane sistemista in Italsiel (e noi, giovani delegati sindacali) e una brava giocatrice di pallamano, poi l’abbiamo ritrovata in prima fila nella battaglia per i diritti e ora ci confrontiamo con lei in veste di dirigente di un’azienda ICT e di candidata alle prossime elezioni regionali. In tutti questi ruoli così diversi, e nonostante il tempo trascorso, ci è facile ristabilire immediatamente il rapporto perché ritroviamo in lei il carattere, lo spirito, la generosità di sempre.

Partiamo a partire dalla situazione di AlmavivA evidenziando quegli aspetti che, pur caratteristici della vicenda industriale specifica, sono utili per descrivere alcuni dei principali problemi del settore.

Il gruppo AlmavivA nasce nel 2005 quando il gruppo COS (contact center), di proprietà della famiglia Tripi, acquisisce il gruppo Finsiel (informatica), controllato dalla Telecom.

L’operazione, che si realizza ricorrendo a significativi finanziamenti bancari, ha l’obiettivo di sfruttare la migliore capacità di offerta dovuta all’integrazione dei diversi servizi forniti da COS e da Finsiel.

L’inizio della crisi del settore (2008-2009), a cui si aggiunge il problema del sempre maggiore ritardo nei pagamenti da parte della PA, provoca non poche difficoltà ad AlmavivA soprattutto sul fronte della liquidità.

In questa prima fase i problemi si trasferiscono quasi immediatamente sui diversi fornitori, in particolare quelli di servizi professionali, le cosiddette terze parti, anch’essi facenti parte del settore ICT.

Questo processo purtroppo non riguarda solo AlmavivA ma, in diversa misura, tutte le maggiori aziende/gruppi del settore e nel Lazio ha avuto un pesante impatto soprattutto nell’ambito degli appalti telefonici (Telecom).

DA COSA DERIVA LA CRISI NEL SETTORE ICT

(senza pretese, solo come punto di vista e contributo alla discussione)

Assenza di politiche industriali (non solo problema politico ma anche culturale)

  • Non per foraggiare le aziende in maniera clientelare ma per scelte di indirizzo che devono fornire alle aziende di innovazione un quadro sufficientemente definito (anche se “fluido”, visto che stiamo parlando di innovazione) in cui operare

  • Forse la politica “si spaventa” quando sente parlare di innovazione (per fortuna ci sono anche contro-esempi importanti) perché l’innovazione “rompe gli schemi”, appunto

  • Siamo un paese che non sa decidere e il ritardo con l’Europa è enorme

Ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione

Mercato depresso

  • Calo delle tariffe (a volte indecente, operazioni di dumping, inevitabile effetto sulla crescita di precarietà e lavoro nero)

  • Gare al massimo ribasso (preponderante, a volte unica, la componente economica; largamente sottovalutata la componente tecnica che garantisce la qualità del servizio)

Difficoltà nell’accesso al credito

  • Colpisce tutte le aziende, piccole, medie e grandi

Spending Review

  • La “novità” di questa fase

  • È una criticità per tutti ma può essere dramma per l’ICT

La combinazione di questi e altri elementi blocca gli investimenti e la ricerca, senza i quali un settore come l’ICT sparisce.

Cenno a situazione AlmavivA

  • Ad agosto 2012 AlmavivA ottiene un nuovo finanziamento da un pool di banche

  • Vengono imposti obiettivi economico-finanziari gravosi (dato il contesto) e un piano di sviluppo da libro dei sogni

  • I lavoratori stanno già pagando le conseguenze (Cassa integrazione in Amaviva Contact, disdetta degli accordi in AlmavivA)

Agenda Digitale: una possibilità

  • Può essere una prospettiva importante (indirizzo, investimenti mirati), se si realizzerà…

  • Devono essere varati 32 decreti attuativi, coinvolgendo 7 ministeri, in poco più di un mese (e il capo del governo è in campagna elettorale!)

  • Se e quando si realizzerà allora avremo una spinta verso investimenti destinati all’innovazione, miglioramento dei servizi al cittadino e risparmi per i conti pubblici. Ma perché non siamo stati capaci di farlo prima?

LA CRISI OFFRE ANCHE OPPORTUNITA’

Lasciamo da parte le analisi (se così si possono chiamare) e raccontiamo una storia, che si può ben riconoscere nello spirito e nel nome dell’associazione che ha organizzato questo incontro.

Nel 2008, appena usciti da un periodo di cassa integrazione, la trattativa per il rinnovo dell’accordo aziendale (ora disdettato) era bloccata e l’ostacolo principale era rappresentato dal Premio di Risultato.

La situazione era assolutamente sfavorevole (la crisi era già iniziata) ma non ci siamo spaventati e abbiamo provato a pensare positivo e a rompere gli schemi.

Cercavamo qualcosa di nuovo, che andasse oltre i tradizionali indicatori di redditività, produttività, qualità. Così è nata l’idea di mettere in atto comportamenti ecosostenibili in azienda, per risparmiare sui consumi e utilizzare le risorse derivanti per il Premio di Risultato

Era un’idea limitata, di corto respiro, ma è germogliata e, dopo due mesi di studio, abbiamo presentato – insieme a Fim, Fiom e Uilm, unitariamente – una proposta che l’AD Marco Tripi ha analizzato e approvato.

Così è nato il progetto AlmavivA Green, coordinato da un Green Team misto (azienda-Rsu), per trasformare l’azienda in senso ecosostenibile.

Il progetto è articolato su tre filoni:

  • Azienda GreenMettere in attomodelli di comportamento, interventi organizzativi e gestione di impianti e logistica per ridurre l’impatto ambientale e realizzare risparmi sia energetici che economici

  • Informatica EcosostenibileProgettare e realizzare architetture, sistemi e servizi IT secondo principi di efficienza energetica, per garantire condizioni di risparmio energetico all’utente

  • Soluzioni IT per l’AmbienteValorizzare e sviluppare esperienze, competenze e tecnologie per la creazione di una rinnovata offerta commerciale in campo ambientale

Alcuni dei risultati ottenuti sono interessanti per la discussione di oggi:

  • avvio di una campagna di comunicazione per promuovere la cultura e la pratica dell’ecosostenibilità (non solo in azienda)

  • organizzazione della raccolta differenziata (carta, plastica, toner, batterie scariche) e smaltimento controllato dei rifiuti pericolosi e dell’hardware dismesso

  • integrazione del codice etico e certificazione ambientale ISO14001 (onerosa, perché impone all’azienda anche il controllo dei fornitori, ma utile perché inizia a essere considerata, in termini di punteggio, nei bandi di gara)

  • realizzazione di SEM (Smart Energy Management), una piattaforma di monitoraggio attivo dei consumi basata sulla rilevazione e il controllo continuo dei consumi energetici, che vengono rilevati da appositi sensori e poi elaborati e prospettati tramite un sistema di pannelli e cruscotti

  • realizzazione di un sistema di car pooling aziendale

Concludiamo con una doppia riflessione:

  1. L’informatica non fa tutto da sola (il caso SEM)

  • Nella sede principale di Casal Boccone abbiamo ottenuto una riduzione del 50% dei consumi pro-capite (gas, elettricità, acqua)

  • SEM effettua il monitoraggio e segnala i problemi ma il risultato è stato ottenuto grazie al miglior utilizzo degli spazi, alla manutenzione e sostituzione degli impianti, agli interventi sui sistemi (ad esempio spegnimento automatico delle luci)

  • L’informatica non fa magie, serve interazione e valorizzazione del lavoro di tutti (chi fa ricerca, chi progetta, chi realizza, chi commissiona, chi utilizza)

  1. Che cosa può dare l’informatica per cambiare e migliorare il paese?

  • Noi crediamo che ci siano grandi possibilità di sviluppo in vari campi collegati alla nostra esperienza: informatica per l’ambiente, per il sistema dei trasporti e la mobilità sostenibile, per le persone con disabilità (non solo il mero accesso ai servizi), per il monitoraggio della correlazione tra ambiente e salute

  • E, visto il ritardo dell’Italia, sarà utile guardare alle esperienze degli altri paesi

Il 14 febbraio organizzeremo un’iniziativa pubblica (info e contatti su www.rsualmaviva.it), a cui siete tutti invitati, in cui affronteremo la “questione AlmavivA” nel quadro più generale dell’evoluzione del settore e degli attuali scenari economico-finanziari.

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(*) Scheda informativa distribuita nel corso dell’iniziativa: Gruppo Almaviva – situazione economica e sindacale [htmlpdf]

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