Login

In relazione alle recenti lettere…

… dell’Amministratore Delegato Marco Tripi, (quella del 18 dicembre indirizzata alle OO.SS. con la disdetta della contrattazione integrativa e quella del 21 dicembre indirizzata a tutti i colleghi, in cui vengono offerte le motivazioni della decisione presa), riteniamo doveroso precisare che:

 

  • la delicatezza della fase aziendale, di cui si scrive, è stata rappresentata e discussa nelle ultime assemblee, senza nasconderne le criticità, le complicazioni e i numeri. Il problema non sta nell’analisi della situazione ma nelle soluzioni a cui l’azienda vorrebbe arrivare e nelle debolezze e contraddizioni delle sue iniziative. Ad esempio, ridurre “il volume dei servizi subappaltati a parti terze” continuando ad assumere personale con esperienza, incrementa il costo del lavoro compromettendo il pieno utilizzo delle professionalità interne;

 

  • le azioni di miglioramento dell’efficienza e di riequilibrio dei conti, poste in essere dal 2007-2008, sono state effettuate con il contributo “determinante e intelligente” dei lavoratori, delle Rsu e del sindacato: l’azienda sbaglia se crede di poter imporre unilateralmente le proprie scelte perché il riequilibrio dei conti non può passare dalla cancellazione degli accordi aziendali e un’azienda complessa non si governa senza il consenso delle persone;

 

  • se si vuole davvero cercare una soluzione condivisa, non si può che partire dal piano industriale che deve essere chiaro e soprattutto credibile, salvaguardando l’integrità aziendale, l’occupazione e i siti produttivi. Le azioni che lo sostengono devono essere efficaci e coerenti, non solo nelle linee generali ma anche e soprattutto nella loro applicazione pratica. Senza visibilità sul piano industriale non è possibile alcun accordo; senza un piano credibile i successi vantati sono contraddittori rispetto alle difficoltà dichiarate oppure restano dichiarazioni non suffragate dai fatti.

 

 

La trattativa che si è finora sviluppata sull’armonizzazione contrattuale, anche nell’ultima fase, ha mostrato evidenti aspetti di ambiguità nelle posizioni aziendali:

 

  • si dice che gli accordi risalgono ad “un’era geologica fa” mentre vengono disdetti anche quelli più recenti (ad esempio l’armonizzazione Almaviva del 2009) firmati quando la crisi economica era già in atto;

 

  • si parla di “diverse proposte” aziendali formulate, mentre l’unica proposta concreta è stata un taglio secco pari a 19 milioni di euro, non meglio articolata;

 

  • si afferma, in merito alla disdetta, di “dare seguito a quanto deliberato dal CdA”, suscitando il sospetto che la trattativa fosse una copertura di una decisione già presa.

 

In conclusione, riteniamo che l’unica strada praticabile sia quella di una trattativa vera che però oggi è ancora più difficile a causa della disdetta unilaterale degli accordi.

 

Il coordinamento nazionale delle Rsu Almaviva, già convocato per il 9 gennaio, prenderà le decisioni necessarie sia per riaprire la trattativa in modo costruttivo sia per intraprendere eventuali azioni in sede giudiziaria.

 

 

8 gennaio 2013                                                                         Coordinamento Rsu Almaviva SpA

I Commenti sono chiusi

Coalizione Clima
Archivi