Gruppo AlmavivA – Situazione economica e sindacale

Il gruppo AlmavivA

Il gruppo AlmavivA nasce nel 2005 quando il gruppo COS (contact center; 17.000 dipendenti), di proprietà della famiglia Tripi, acquisisce il gruppo Finsiel (informatica; 3.000 dipendenti), controllato dalla Telecom. Oggi il gruppo AlmavivA occupa più di 22.000 lavoratori, di cui oltre 12.000 in Italia (5.000 a Roma, di cui oltre 2.000 nella sede principale di via di Casal Boccone) e oltre 10.000 all’estero (9.000 in Brasile). Il fatturato 2011 del gruppo è di 730 milioni di euro; più di 400 derivano dalle attività informatiche di AlmavivA SpA.

AlmavivA SpA è l’azienda capogruppo e in essa sono concentrate la massima parte delle attività informatiche del gruppo. Nel 2009 e nel 2010 ha assorbito AlmavivA Finance (650 dipendenti) e AlmavivA TSF (ex Tele Sistemi Ferroviari, 750 dipendenti). L’organico attuale è di 3.100 dipendenti. La sede principale è Roma (2.200 dipendenti), le altre sedi sono Torino, Milano, Padova, Genova, Bologna, Firenze e Cosenza.

Il settore ICT in Italia (info e dati tratti dal Rapporto Assinform 2012)

La crisi del settore ICT in Italia è iniziata nel 2008-2009. In 4 anni il fatturato globale delle aziende del settore è sceso del 12% e anche le previsioni per il 2013 sono negative. La crisi ha riguardato sia il comparto delle TLC sia quello dell’IT, quest’ultimo in maniera più significativa (-16,5%). Nel caso dell’IT il peggioramento ha riguardato tutti i settori, dalla vendita di hardware alla produzione di software e alla realizzazione di sistemi e servizi IT.

Il sindacato AlmavivA e la crisi

Fino ad oggi il gruppo AlmavivA è riuscito a contenere gli effetti della progressiva crisi del mercato ICT, anche migliorando fatturato e margini. Il mantenimento di corrette relazioni industriali e il ruolo attivo e propositivo dei sindacati metalmeccanici e delle Rsu ha sicuramente consentito ad AlmavivA di reggere meglio l’urto della crisi.

In questi anni sono stati definiti accordi che, sempre in un’ottica solidaristica, hanno previsto il ricorso alla mobilità (incentivata e volontaria), alla cassa integrazione ordinaria (equamente ripartita tra tutti i lavoratori), alla sospensione temporanea di accordi aziendali (nella ex AlmavivA Finance), alla pianificazione delle ferie e allo smaltimento dei residui (programmato di anno in anno), ai Contratti di Solidarietà attualmente in vigore (che riguardano la gran parte dei lavoratori e consentono all’azienda di “risparmiare” più di dieci milioni di euro l’anno). Su proposta del sindacato e della Rsu è stato anche avviato un progetto di trasformazione dell’azienda in senso ecosostenibile e di riduzione dei consumi energetici (progetto AlmavivA Green).

La disdetta degli accordi aziendali per AlmavivA SpA

Il 18 dicembre 2012 – dopo una trattativa brevissima, senza aver dato risposte chiare sul piano industriale e senza aver discusso di altri possibili interventi di riduzione dei costi – l’azienda ha interrotto il confronto con i sindacati metalmeccanici e con le Rsu e ha comunicato la disdetta unilaterale di tutti gli accordi sindacali aziendali in vigore. La disdetta sarà operativa dal 1 marzo 2013.

Dopo assemblee molto partecipate, il primo sciopero ha avuto un’adesione superiore all’80%, con punte del 90%. La mobilitazione prosegue sia con iniziative di lotta che con iniziative legali ma, oltre a far leva sulle azioni tradizionali, sappiamo di dover migliorare la nostra capacità di analisi e di proposta. In questo senso, supportati dal contributo di esperti, stiamo organizzando per il 14 febbraio (da confermare) un’iniziativa pubblica in cui affronteremo la “questione AlmavivA” nel quadro più generale dell’evoluzione del settore e degli scenari economico-finanziari.

Info e contatti www.rsualmaviva.it

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(*) Scheda informativa distribuita nel corso dell’iniziativa “Lazio Digitale: crisi, opportunità, strategie” del 30 gennaio 2013 a cui la RSU Almaviva ha partecipato con un intervento (link: sintesi intervento RSU).

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