FIRMIAMO PER I REFERENDUM SUL LAVORO

Referendum per abolire l’art. 8 della legge 138/2011

PER DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE

Che cosa ha fatto il governo Berlusconi?

Nell’agosto 2011, con un vero e proprio colpo di mano all’interno della manovra economica, il governo ha introdotto una norma, denominata “Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità”, che permette agli accordi aziendali e territoriali di derogare (in peggio) a quanto previsto dal contratto nazionale su materie fondamentali quali l’inquadramento del personale e le sue mansioni, la disciplina degli orari di lavoro, i contratti a termine e a orario ridotto, il ricorso al lavoro somministrato, le modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro. Con questo intervento il governo ha voluto colpire la centralità del contratto nazionale, favorendo la frammentazione del mondo del lavoro.

 

Che cosa vogliamo ottenere attraverso il referendum?

Vogliamo ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati dal contratto nazionale che deve continuare a stabilire le regole generali, valide per tutti i lavoratori dello stesso settore e ovunque su tutto il territorio nazionale. Vogliamo ribadire il ruolo della contrattazione aziendale che deve svolgersi nell’ambito delle materie previste dal contratto nazionale (organizzazione del lavoro, articolazione degli orari, salario aziendale,…) e con le regole in esso definite.

 

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Referendum per abolire le modifiche all’art. 18

dello Statuto dei lavoratori introdotte dalla legge 92/2012

PER DIFENDERE L’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Che cosa ha fatto il governo Monti?

Con l’art. 1, comma 42, della Riforma Fornero (legge 92/2012, denominata “Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”) il governo è intervenuto sulla norma che prevede l’obbligo di riassumere un lavoratore (reintegro) quando il giudice accerta la illegittimità del licenziamento. La nuova norma prevede generalmente, in caso di licenziamento illegittimo (salvo il caso dei licenziamenti “discriminatori”, per i quali rimane la tutela originaria), un semplice indennizzo economico invece della riassunzione. Con questo intervento il governo ha aperto la strada ai licenziamenti individuali (possibili anche per motivi “economici”).

 

Che cosa vogliamo ottenere attraverso il referendum?

Vogliamo ristabilire le tutele previste dall’art. 18 nella sua versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura. Vogliamo riaffermare la nozione giuridica secondo la quale un lavoratore non può essere licenziato senza giusta causa o giustificato motivo.

 

Si può firmare per i referendum sul lavoro

Martedì 30 ottobre – dalle 12 alle 15

Sede di Casalboccone, davanti al bar

 

NB      Possono firmare solo i residenti nel comune di Roma muniti di documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto, patente di guida)

 

Roma, 29 ottobre 2012

Comitato Almaviva Roma per i referendum sul lavoro

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