Login

LORO: DIVIDI ET IMPERA….. NOI: ANCORA PIU’ UNITI!!!!!

E’ doveroso per noi rispondere alla comunicazione aziendale ai dipendenti del 5 settembre 2012.
E’ evidente che le dichiarazioni aziendali che si sono lette ieri sia sugli organi di stampa, sia in comunicati interni sono frutto esclusivamente di un grande nervosismo da parte dei vertici . Evidentemente il segnale di coesione, di unità e di f

orza dato dalla grande adesione allo sciopero del 4 settembre, ha spinto l’azienda a provare a dividere i lavoratori in una logica di “si salvi chi può”.
A questo, evidentemente, le contraddizioni fatte emergere dalle denunce da parte dei lavoratori e dei sindacati all’opinione pubblica sulle scelte scellerate operate dall’azienda, hanno smascherato il “giochino” che Almaviva sta perpetrando ai danni dei lavoratori e noi diciamo anche della società civile tutta, imponendo una fretta di smentita che altro non fa che confermare quanto da noi denunciato.
Ci preme però fare alcune osservazioni di merito:
Intanto non si smentisce affatto nel comunicato aziendale che il costo del lavoro possa incidere sulla scelta di ricorso alla cigs, ma si dice solo che non è la causa principale, quindi comunque è una delle cause.
Si parla di commessa Trenitalia: sappiamo, perché così l’azienda ha dichiarato, che la sede voluta dal committente almeno nella fase iniziale è quella di Roma ( sede storica peraltro, che ospita anche infrastrutture di Trenitalia e non solo il customer), e l’unica di proprietà di Almaviva Roma quindi non è una scelta di investimento su Roma, ma imposta. L’azienda dovrebbe anche spiegarci come mai alle RSU ha dichiarato che nel centro di back up aperto a Napoli sarebbero stati adibiti alla commessa solo circa 20 lavoratori e che al contrario, abbiamo informazioni da fonti certe, che le postazioni e quindi gli operatori sono molti di più, in una logica di trasferimento di attività.
Si parla di una eventuale ridistribuzione ai lavoratori più meritevoli dei benefici derivati dal trasferimento delle attività. Davvero questa osservazione non è degna di alcun commento. Si getta ai lavoratori solo un osso. Non si dichiara la disponibilità a effettuare un Premio di Produzione come sancito dal contratto con parametri certi, equi e concordati tra le parti,in una logica di ridistribuzione degli utili tra i lavoratori che hanno contribuito al raggiungimento di risultati. Si vogliono comprare i lavoratori con pochi denari, piegando la loro dignità e azzerando i loro diritti!!!
L’azienda si vanta di avere una presenza ultradecennale nel Mezzogiorno d’Italia. Non vi è dubbio, ce lo sta dimostrando con i fatti. Purtroppo però ci sarà sempre un sud più a sud, ci sarà sempre un lavoratore disposto a lavorare a meno e una Terra disposta a compromessi pur di fare occupazione, oggi è Rende domani vedremo-
L’azienda ci dovrebbe spiegare come mai dopo che il X municipio ha incontrato i vertici aziendali , le istituzioni comunali, provinciali e regionali hanno confermato la netta sensazione che la volontà aziendale è solo quella di procedere alla definitiva chiusura di tutto il sito di Roma.
Davvero con questo comunicato l’azienda ha scritto una bruttissima pagina della sua storia, indegna di un gruppo così rilevante nello scenario industriale del paese.
Non si possono rigettare le proprie incapacità gestionali sui lavoratori. Non si può pensare che se un sito non margina da anni il problema sia solo dei lavoratori. Come si dice in una battuta poco raffinata se il pesce puzza, puzza sempre dalla testa.
Respingiamo l’impostazione che l’azienda sta dando a tale vertenza. Che la colpa è dei lavoratori, di tutti i lavoratori; un film già visto (TELEPERFORMANCE, FIAT, ALCOA, SULCIS……) Si prendano le loro responsabilità, senza farle pagare ad altri.
Ai lavoratori diciamo ancora che solo uniti potremmo far emergere le aberranti contraddizioni aziendali. Lo sciopero del 4, con una partecipazione straordinaria anche sulle commesse non coinvolte, è stato per l’azienda un fulmine a ciel sereno e ai committenti ne ha dovuto rendere conto.
Questo comunicato aziendale non fa altro che confermare a tutti che la strada della mobilitazione, dell’unità e della coesione è quella giusta, grande unica e vera forza del movimento dei lavoratori.
Non cadiamo nella logica aziendale che ne sacrifichiamo pochi per salvare gli altri. la spietatezza, l’arroganza, la non curanza delle scellerate scelte aziendali dimostra che nessuno, da nord a sud, può essere al riparo da percorsi privi di reale e seria logica industriale.
Con forza ci sentiamo di gridare da lavoratori, da cittadini, da attivisti della società civile VERGOGNA!!!!
VERGOGNA PER AVER COLPITO CON POCHE SQUALLIDE RIGHE LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI E DEL LAVORO.
Questa aberrante vicenda ci rafforza ancora di più e ci rende piu’ convinti della strada di lotta intrapresa.
Il prossimo appuntamento per tutti è il giorno dell’incontro in Regione Lazio, dobbiamo essere tanti, sempre di più per gridare il nostro sdegno e difendere il nostro lavoro.

06 Settembre 2012

RSU SLC CGIL ALMAVIVA CONTACT ROMA

I Commenti sono chiusi

Coalizione Clima
Archivi