PROGETTO ADEGUAMENTO SKILL

CHI MAL COMINCIA …

Il 23 dicembre scorso, con una stringata e poco conosciuta comunicazione organizzativa, l’Azienda ha istituito la funzione di “Adeguamento Skill”, a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di “individuare e attuare le azioni necessarie all’adeguamento degli skill delle risorse assegnate allo scopo di migliorare la produttività e l’efficienza aziendale”.

In questi giorni il responsabile della funzione ha fatto inviare circa 190 lettere comunicando alle persone l’inserimento nel progetto e l’assegnazione ad un apposito Centro di Costo, preannunciando un successivo colloquio informativo.

Al di là delle finalità dichiarate (chi potrebbe infatti essere contrario “all’adeguamento degli skill … allo scopo di migliorare la produttività e l’efficienza aziendale”?), le RSU non condividono i contenuti e il metodo di questa iniziativa di cui, in tre incontri con la Direzione, hanno evidenziato i problemi e le criticità.

In particolare:

•    La selezione delle persone coinvolte è stata fatta molto con criteri discrezionali e poco con criteri oggettivi;

•    I giudizi di obsolescenza degli skill personali non sono sostanziati né da una banca dati delle professionalità e delle competenze, che non esiste, né dallo strumento del “Curriculum on line”, largamente obsoleto, né da un sistema di valutazione, da tempo non applicato dalla gran parte delle strutture aziendali;

•    In molti casi la selezione è stata fatta all’insaputa dei responsabili diretti, tenuti all’oscuro anche del conseguente cambio del Centro di Costo;

•    È ingiustificato l’inserimento nel nuovo Centro di Costo delle persone che, pur coinvolte nel progetto, sono attualmente impegnate in normali attività di lavoro;

•    È un errore grave non essersi concentrati prioritariamente sulla ricollocazione e riqualificazione delle sole persone effettivamente “non allocate”, che da tempo chiedono e/o necessitano di interventi ad hoc.

In conclusione, era difficile cominciare peggio.

Per prima cosa infatti bisognerebbe avere chiari gli obiettivi formativi e le concrete prospettive di riallocazione, soprattutto se correlate al piano di riduzione delle esternalizzazioni.

In considerazione di quanto esposto, le RSU seguiranno con attenzione il progetto e vigileranno sulla correttezza dei comportamenti aziendali a partire dai colloqui informativi.

Roma, 24 gennaio 2012                             LE RSU ALMAVIVA

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