REFERENDUM SULL’IPOTESI DI ACCORDO

SUI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ NEL GRUPPO ALMAVIVA

Oggi e lunedì 7 marzo siete chiamati a votare sull’ipotesi di accordo sui Contratti di Solidarietà (CdS) firmata il 17 febbraio 2011.

La trattativa non è stata facile perché le condizioni poste dall’Azienda erano complesse sia per la dimensione che per la diversa natura dei problemi esistenti nelle varie aree aziendali del Gruppo (condizioni contrattuali, abbassamento tariffe, riduzione margini, ritardo pagamenti PA).

Rispetto alla crisi generale i Contratti di Solidarietà sono uno strumento che non può essere imposto unilateralmente ma deve essere condiviso attraverso un accordo sindacale, uno strumento che salvaguarda l’occupazione e che, tra tutti, è il meno penalizzante per la retribuzione.

L’ipotesi di accordo che abbiamo firmato è coerente con i principali obiettivi che ci eravamo dati all’inizio della trattativa (assemblea del 26 gennaio scorso):

  • l’accordo impegna l’Azienda per quattro anni (2011-2014) a non ricorrere a interventi unilaterali rispetto al mantenimento dell’occupazione, delle attuali sedi e degli accordi aziendali vigenti
  • per Almaviva TSF abbiamo ottenuto l’estensione dei CdS (con riduzione della percentuale dal 20% al 17,5%) a tutti i lavoratori
  • per Almaviva-Divisione IT la necessità di proseguire con il progetto AVANTI (piano assunzioni) ha portato all’individuazione di una zona (Factory, Supporto sistemistico e altri) a cui non si applicheranno i CdS; l’estensione riguarda dunque il 70% dei lavoratori e la percentuale è stata ridotta (dal 20% al 17,5% e al 2,5% con le modalità descritte nei precedenti comunicati). In questo modo, e questa è la cosa più importante, siamo riusciti ad eliminare la focalizzazione sulle aree che l’azienda individuava come critiche, perché l’estensione del perimetro è avvenuta in maniera trasversale, coinvolgendo tutti gli attuali progetti e anche i livelli professionali più alti
  • per Almaviva-Divisione Finance è stato allargato il perimetro di applicazione (con percentuale ridotta dal 30% al 17,5%) e, per coinvolgere nella solidarietà tutti i dipendenti, è stato istituito un contributo di 1€ sul TR che consente di ridurre ulteriormente la percentuale di solidarietà al 16.5%. Anche qui è stata tolta la focalizzazione sulla sede di Padova, su cui inizialmente l’Azienda aveva evidenziato le criticità, rendendo la distribuzione dei CdS più omogenea tra le sedi

E’ importante infine sottolineare che questo accordo, per la prima volta, dà una risposta di Gruppo ai diversi problemi posti dall’Azienda (nel 2008 la CIGO era stata chiesta e applicata solo in Almaviva SpA; due anni fa la sospensione degli accordi aziendali era stata chiesta e applicata solo in Almaviva Finance).

Per superare questa fase, va detto con chiarezza, bisogna affrontare alcuni problemi di prospettiva politica e industriale su cui il ruolo dei lavoratori e delle Rsu sarà determinante:

  • riuscirà l’azienda a migliorare l’efficienza dei processi organizzativi in un contesto reso più complesso dai Contratti di Solidarietà?
  • riuscirà il nuovo modello produttivo e organizzativo a supportare le esigenze di un’azienda/gruppo diffusa sul territorio e che deve avere una adeguata flessibilità produttiva (modello “a rete”)?
  • riusciremo ad avviare i processi formativi che sono necessari sia alla corretta riallocazione delle risorse sia alla naturale esigenza di tutti all’aggiornamento delle conoscenze?

L’ipotesi di accordo prevede gli strumenti per intervenire e controllare tali fenomeni. I risultati che otterremo sui tavoli di verifica e di confronto dipenderanno dalla capacità e dall’impegno che i lavoratori e le Rsu sapranno mettere in campo.

Per tutti questi motivi vi invitiamo a votare SI’

e comunque a partecipare al voto

Roma, 4 marzo 2011                                                            RSU Almaviva Roma

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