Mozione dell’Assemblea Generale Almaviva-Tsf di Roma del 29 settembre 2010

Federmeccanica e Governo stanno cercando di portare a compimento un’operazione sistematica di demolizione dei diritti, delle tutele e della contrattazione.

Il recesso dal Contratto nazionale metalmeccanico del 2008 e la nuova trattativa separata sulle deroghe (in peggio) al contratto stesso sono la conclusione di un percorso che va dai tagli della Legge Finanziaria – con la conseguente riduzione del sistema di sicurezze sociali – al Collegato Lavoro in discussione in Parlamento, fino al licenziamento di massa dei lavoratori precari da parte delle aziende e nella scuola, nell’università, nella ricerca.

L’attacco ai diritti del mondo del lavoro (riforma del sistema contrattuale, CCNL, Pomigliano, licenziamento di lavoratori e delegati in lotta,…) sono la rappresentazione evidente di una strategia tesa a introdurre un nuovo sistema di relazioni tra aziende e sindacati, fondato sull’autoritarismo e sulla negazione della democrazia e della rappresentanza nei luoghi di lavoro.

Per questo oggi è ancora più importante l’impegno per la democrazia e per il diritto dei lavoratori – fino ad oggi negato – di discutere e votare sugli accordi che li riguardano.

E la battaglia per i diritti nei luoghi di lavoro non può essere disgiunta da quella per un diverso modello di sviluppo che, attraverso scelte strategiche e investimenti mirati, faccia ripartire l’occupazione, riduca il lavoro precario e accresca le retribuzioni di lavoratori e pensionati.

Uno sviluppo economico sostenibile deve puntare sull’istruzione e sulla ricerca e non rincorrere politiche di abbassamento del costo del lavoro in un’impossibile competizione internazionale, basata sui prezzi invece che sulla qualità.

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In coerenza con il percorso che ci ha visto sempre impegnati nella difesa della democrazia e del diritto ad esprimersi sugli accordi, l’assemblea dei lavoratori Almaviva e TSF di Roma aderisce alle iniziative presentate e discusse oggi, prime tra tutte lo sciopero di venerdì 1 ottobre e la manifestazione nazionale di sabato 16 ottobre a Roma, indetti dalla Fiom.

 

L’assemblea dà anche mandato alle RSU di intensificare l’opera di sensibilizzazione su questi temi, per rafforzare la lotta contro le politiche di Confindustria e Governo e per la difesa dei diritti e della dignità del mondo del lavoro.

 

Approvata a larga maggioranza con 1 contrario e 1 astenuto

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