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PER IL LAVORO E PER I DIRITTI

CONTRO IL GOVERNO E LA SUA MANOVRA FINANZIARIA

“senza diritti saremmo solo schiavi”

(Jorge Valdes Buendia, “La fabbrica del cacao”, ed.Rio Blanco 1971)

Il governo ha presentato in questi giorni la manovra finanziaria.

Dopo aver negato o sottovalutato la crisi per oltre un anno, improvvisamente, a seguito degli attacchi della speculazione finanziaria all’economia greca, Berlusconi e Tremonti hanno predisposto una serie di misure economiche ingiuste e depressive:

  • Tagli ai finanziamenti per Comuni e Regioni, alla scuola, alla cultura, alla ricerca.
  • Aumento dell’età pensionabile per tutti (1 anno con il rinvio dell’apertura delle “finestre”) e per le donne in particolare (5 anni nel settore pubblico).
  • Tagli ai salari (blocco della contrattazione nel pubblico impiego) e nessuna misura per l’estensione degli ammortizzatori sociali e per bloccare i licenziamenti.
  • Nulla da pagare per la rendita finanziaria, le imprese, le banche e, ovviamente, gli evasori fiscali.

Inoltre, attraverso la predisposizione del cosiddetto “collegato lavoro”, già respinto dal Presidente della Repubblica per alcuni rilievi di costituzionalità e giustizia, il governo vuole togliere ai lavoratori diritti e tutele garantiti dalla Costituzione (come la possibilità di ricorrere al giudice per difendersi dai licenziamenti, sostituita dall’arbitrato) e cancellare lo Statuto dei Lavoratori a partire dall’art. 18.

In questo quadro si inserisce l’attacco della FIAT, attraverso il documento che si è voluto imporre ai lavoratori di Pomigliano, attraverso un referendum illegittimo e ricattatorio..

Mentre chiude senza discussioni lo stabilimento di Termini Imerese (2000 licenziamenti in Sicilia), la FIAT promette 700 milioni di investimenti per produrre (tra 2 anni!) la Panda a Pomigliano, in cambio, non soltanto di un peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita di tutte le maestranze, ma di una rinuncia a diritti costituzionalmente garantiti come il pagamento della malattia e il diritto di sciopero.

E’ del tutto evidente che questa manovra a tenaglia Governo-Confindustria-Fiat può diventare l’attacco definitivo alle condizioni del mondo del lavoro dipendente, incanalando l’Italia in una spirale regressiva sia sul fronte dello sviluppo economico che su quello dei diritti.

L’esito del referendum, che ha manifestato una forte capacità di resistenza degli operai di Pomigliano, è un messaggio chiaro per tutti.

Perché resistere è prima di tutto un dovere e poi un segnale di speranza.

VENERDI’ 25 GIUGNO SCIOPERO INTERA GIORNATA

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE ALLE ORE 9,00

da P.za Bocca della Verità a P.za Farnese

Roma, 23 Giugno 2010                                                                       RSU Almaviva – RSU Tsf

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