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LAVORO ART.18 FISCO CITTADINANZA

VENERDI’ 12 MARZO SCIOPERO

Venerdì 12 marzo mezza giornata di sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil. A Roma si svolgerà una manifestazione-corteo, con partenza alle 9.30 da Piazzale Flaminio e comizio finale davanti alla sede della RAI di Viale Mazzini. Scioperiamo per chiedere al Governo misure di sostegno al LAVORO (rafforzamento ed estensione degli ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti), interventi sul FISCO (lotta all’evasione, tassazione delle rendite finanziarie, riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati) e nuove politiche sul diritto di CITTADINANZA (regolarizzare i migranti che lavorano, abolire il reato di clandestinità) per combattere il lavoro nero e le nuove forme di schiavitù.

Oggi però a tutto questo si aggiunge la necessità di una risposta forte all’ultimo provvedimento del Governo in materia di lavoro. Di che si tratta? Proviamo a spiegarlo.

Il 4 marzo il Senato ha approvato a maggioranza il ddl 1167-B, noto come “collegato lavoro”, contenente una serie di norme che determinano una riforma strutturale della giustizia del lavoro.

In particolare le nuove norme istituiscono un canale parallelo al tradizionale processo, modificando radicalmente gli istituti della CONCILIAZIONE e dell’ARBITRATO. Anche queste innovazioni discendono da quanto stabilito dall’accordo separato del 22 gennaio 2009 sulla riforma del sistema contrattuale.

L’aspetto più grave è il seguente: il singolo lavoratore (all’atto dell’assunzione) dovrà decidere esplicitamente (di fronte al datore di lavoro) e definitivamente (cioè per tutta la durata del rapporto di lavoro) se, in caso di future controversie di lavoro, ricorrerà al giudice (che è tenuto ad applicare leggi e contratti) oppure a un collegio arbitrale (che può esprimere un giudizio “per equità”, cioè non strettamente vincolato alle leggi vigenti). Si tratta della cosiddetta “clausola compromissoria” che d’ora in avanti dovrebbe diventare parte integrante del contratto di lavoro individuale.

Tale norma, per essere operativa, dovrà essere prevista da accordi interconfederali o da contratti collettivi. Ma in assenza di questi, dopo 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo (tramite il Ministro del Lavoro) si è riservato il potere di definire per decreto le modalità di attuazione della norma.

È chiaro che, in questo modo, la posizione del lavoratore di fronte al datore di lavoro diventa sempre più debole e ricattabile e anche la tutela dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (reintegrazione nel posto di lavoro, in caso di licenziamento senza giusta causa) diventa facilmente aggirabile.

Serve la massima mobilitazione per opporsi

a questo nuovo e gravissimo attacco ai diritti dei lavoratori.

Modalità di sciopero per Almaviva di Roma:

  • mezza giornata (3h48’)in uscita
  • part-time: intera giornata
  • turnisti: mattina e centrale, mezza giornata in entrata,

pomeriggio e notte, mezza giornata in uscita

Roma, 11 marzo 2010

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