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LO SCHIAFFO

 

Per la prima volta dopo oltre 30 anni le aziende del gruppo Finsiel hanno deciso, in coincidenza con l’erogazione della seconda tranche degli aumenti previsti dal CCNL, di procedere all’assorbimento del Superminimo individuale (SMI).

 

E’ forse opportuno, per maggior chiarezza, ricordare che, a far data dagli ultimi accordi integrativi firmati in azienda nel 1995, nella quota di superminimo individuale convergono tre componenti diverse:

 

Ø      la prima, di origine contrattata, non riassorbibile;

Ø      la seconda – il cosiddetto SMI misto – riassorbibile solo nel rispetto di ben definiti algoritmi (non esplicitabili in un semplice comunicato);

Ø      la terza, derivante da aumenti ad personam, interamente riassorbibile.

 

La riassorbibilità, che, fino ad oggi, era stata applicata solo nel caso di passaggi di livello, si traduce in un decremento del SMI in corrispondenza di un aumento del minimo contrattuale. Quello che oggi si verifica è che, ogni lavoratore che abbia un SMI riassorbibile, subisce un decurtamento dello stesso pari all’aumento contrattuale dovuto (o all’intero superminimo riassorbibile se questo è non superiore all’aumento stesso).

 

E’ evidente che la decisione di assorbire la seconda rata dell’aumento contrattuale, che in Finsiel S.p.A. colpisce circa il 50% dei lavoratori, annuncia una svolta negativa nelle relazioni con i sindacati ed esplicita il disprezzo verso lavoratrici e lavoratori.

 

L’assorbimento contrattuale è un furto che comporta risparmi aziendali minimi nell’immediato (circa 300 mila euro l’anno, pari a meno del costo di 2 dirigenti neo assunti nella Holding Almaviva) e danni ingenti nel futuro per i dipendenti.

 

* * * * *

Viviamo una fase aziendale molto critica: in un clima di rapporti difficili non si creano prospettive di rilancio per il gruppo.

 

Una politica basata su incentivi alle dimissioni, tagli ai salari e incertezza strategica non porta l’azienda allo sviluppo ma all’avvitamento nella crisi.

 

Va riconosciuto e rispettato il lavoro di tutte le donne e gli uomini che operano nelle nostre aziende, perché senza le capacità e le professionalità che essi esprimono ogni giorno non c’è padrone o management che possa operare il rilancio.

 

Ciò di cui l’azienda ha realmente bisogno è un Piano Industriale, discusso e condiviso col Sindacato.

 

 

Prepariamoci tutti alla prossima grande giornata di mobilitazione

del gruppo Finsiel-Almaviva per conseguire questi obiettivi.

 

 

 

Roma, 13 Novembre 2006                                                                                   RSU Finsiel

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