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Responsabili poco responsabili

 

 

Dopo un anno e mezzo dall’acquisizione le promesse di Tripi non sono state mantenute. Ve le ricordate le interviste dell’epoca? Azienda modello Microsoft, joint venture verticali, acquisizioni, un miliardo di euro di ricavi, aumento dei margini, digitale terrestre e business process outsourcing per vincere la sfida del mercato.

 

Un anno e mezzo non è un tempo così breve, non vi pare?

 

Invece non c’è un piano industriale (vedi comunicati precedenti), permangono le difficoltà sul piano finanziario (vedi anche alla voce “Fornitori”), il processo di integrazione tra Cos e Finsiel è più complicato di quanto si prevedesse (vedi fusione slittata nel tempo e senza più la società Cos, almeno in prima battuta), la comunicazione aziendale salta disinvoltamente dalle disquisizioni sulle prospettive internazionali alle precisazioni di carattere entomologico (vedi smentita “In Atesia non pulci ma moscerini”).

 

Forse il gruppo Almaviva ha deciso di farsi conoscere più per i conflitti sindacali che per le inizative industriali. Dai licenziamenti in XCos alla situazione incandescente di Atesia, dagli scioperi dei lavoratori di Arese contro lo smembramento e la delocalizzazione delle attività di InAction a quelli dei siciliani di Alicos contro il cambio del contratto nazionale. E ancora gli scioperi contro la cassa integrazione e contro il rischio di chiusura del centro Cos di Roma, quelli in Krenesiel (ancora cassa integrazione), quelli in Banksiel contro la disdetta degli accordi sindacali (poi sospesa). Tutte le aziende del gruppo Almaviva sono nel pieno di conflitti sindacali.

 

In questo quadro si colloca la decisione di avviare i colloqui per gli esodi incentivati anche in Finsiel. Una scelta irresponsabile, che sta immediatamente provocando conseguenze pesanti sul clima aziendale, in termini di preoccupazione e di incertezza.

 

Benzina sul fuoco.

Sicuramente il modo peggiore di avvicinarsi all’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico richiesto dal sindacato.

 

Denunciamo anche il fatto che, in alcuni colloqui, si continua a insinuare un implicito coinvolgimento del sindacato. Basta!

 

E ci chiediamo se, in questa iniziativa, ci sia anche lo zampino di un alto dirigente assunto recentemente in Almaviva. Era arrivato con la fama di “tagliatore di teste” e forse per questo motivo ha fatto una certa impressione scoprire che, immediatamente dopo la sua nomina, una importante società del gruppo ha assunto, con qualifica di Quadro, una persona che porta lo stesso cognome del “nostro”. Siamo convinti che si tratti di semplice omonimia, il caso contrario sarebbe davvero stravagante.

 

Roma, 13 settembre 2006                                                                           RSU Finsiel

 

 

(www.rsufinsiel.it)

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