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COMUNICATO

della RSU Slc-Cgil COS Roma

 

L’esito dell’accertamento degli Ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro sul caso Atesia mette il punto ad anni di polemiche, lotte, accordi sbagliati e rivendicazioni di diritti e dignità.

Noi delegati della Cos cs spa abbiamo l’esigenza di fissare alcuni punti su tutta questa vicenda, vicenda che ci coinvolge in quanto siamo una delle società del Gruppo Almaviva (controlla sia Cos che Atesia), sia perché siamo coloro che sul mercato per anni sono stati la merce di scambio e sotto tiro per la loro rigidità(semplicemente il desiderio di mantenere i diritti riconosciuti dalla legge e dal contratto).

 

Per fare chiarezza sui processi in atto nel gruppo va ricordato che dal 15 settembre l’azienda intende chiudere la nostra sede di Torre Spaccata (RM), con il trasferimento di centinaia di dipendenti in Atesia, attraverso cessioni individuali di contratti da Cos ad Atesia. La chiusura di Cos Roma è stata motivata dai vertici aziendali con una presunta crisi occupazionale sulla commessa vodafone Napoli. In realtà la stessa Vodafone spa, contraddicendo la Cos, ha lasciato intendere che l’esternalizzazione avrebbe mantenuto gli stessi volumi e che la scelta del trasferimento da Roma a Napoli è dovuta ad esigenze interne di Cos. Per questo il giorno 22 agosto 06 abbiamo chiesto un tavolo regionale all’Assessorato al Lavoro come Slc Cgil, Fistel-Cisl e la RSU Cos Cs del Lazio.

Il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato in Atesia toglie anche l’alibi del nostro costo  eccessivo, rendendo pretestuoso quel percorso che in fasi successive, (dalle famose assunzioni del 2000/2001 dei dipendenti Cos su Roma, Napoli e Palermo, grazie agli sgravi del precedente governo di centro sinistra) attraverso l’aperture di mobilità e casseintegrazioni, ha tentato di liberarsi dei costosi lavoratori dipendenti, collocando poi sulle stesse commesse lavoratori precari.

 

Proprio di mercato quindi intendiamo parlare, di legalità e di mercato, nel  comunicato aziendale del 22/08/06 ci sembra di riconoscere le critiche che in questi giorni si fanno sui controlli fiscali, si prevedono sventure e catastrofi, per i padroni questa volta, come se l’applicare le leggi sia discriminante, come se pagare tutti le tasse, tutti i contributi sia contro qualcuno, mentre se sono i lavoratori ad essere trasferiti, avere gli orari di lavoro peggiorati o essere licenziati la colpa non è dell’azienda ma del mercato che detta le regole.

Nonostante i rischi che corriamo oggi, ci piace dire: le regole sono queste, l’ispettorato ha decretato che in Atesia il lavoro è subordinato, finalmente è finita la turbativa del mercato da parte di questo colosso. Le leggi per anni sono state eluse anche per l’assenza di “attenzioni” da parte di troppi, lasciando i lavoratori in una situazione di precarietà in nome dei costi sostenibili per le aziende, quel sistema oggi ci fa trovare con una generazione di precari, cresciuti in luoghi lavorativi atipici, con ritmi da fabbrica fordista ed assenza totale di diritti, per noi il sindacato si deve impegnare oggi alla legalità e domani alla contrattazione.

Sono surreali gli appelli dell’azienda al rispetto della circolare del Ministero del Lavoro sui call center, che pur interpretando la normativa vigente in maniera estensiva non toglie la distinzione tra subordinazione e lavoro autonomo, cosa verificata dagli ispettori in maniera corretta, e alla legge 30 che nulla in realtà dice sulla distinzione delle tipologie lavorative.  Era chiaro per tutti che il lavoro nei call center prevedeva orari di lavoro codificati e rapporti gerarchici ed ogni vertenza fatta partendo da questi presupposti è stata sempre vinta dai lavoratori, contrariamente a quello che afferma il comunicato aziendale.

Stupore si unisce a stupore quando si dichiarano 3000 nuove assunzioni!!!

Forse l’azienda parla di quei begli accordi conclusi sul lavoro a cottimo di Palermo (o quello mai applicato su Atesia), sede Cos dove il sindacato dovrebbe impegnarsi a mandare le ispezioni, li si per evitare ulteriori turbative del settore.

L’Ing. Tripi si stupirà ma su questo noi siamo perfettamente d’accordo, in tutti i luoghi dove il lavoro subordinato è camuffato da parasubordinato vanno mandati gli organismi ispettivi e aperte vertenze se non si riesce con il dialogo a ristabilire la legalità.

Le organizzazioni sindacali, di cui facciamo parte, con le quali come lavoratori e delegati di base alle volte siamo stati critici, dovrebbero aver dialetticamente compreso che oggi abbiamo l’occasione, partendo da questa esperienza di lotta, che è possibile normalizzare un settore determinante per il futuro di tanti e tante giovani, questo dandogli regole certe senza continuare a lavorare sul contingente.

Non vogliamo però dimenticare che di tutta questa vicenda non è responsabile solo Cos, infatti quest’ultima ha acquistato solo nel 2004 Atesia da Telecom.

 

Vorremmo capire cosa si farà per i pregressi di Telecom, il rischio altrimenti è che Cos sia solo lo strumento per liberarsi di un peso che si chiama Atesia e si identifica come sfruttamento.

Noi saremo soggetti attivi, anche con l’organizzazione di iniziative di lotta, se non ci sarà chiarezza sul nostro futuro, se all’indomani degli incontri non avremo risposte certe. L’atto dell’ispettorato non toglie nulla al compito delle istituzioni e del sindacato, che si deve impegnare alla dignità, alla legalità e alla sostenibilità del lavoro nel Gruppo e nel settore.

Roma, 24 agosto 06

Rsu Slc-Cgil Cos cs

 

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