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INCENTIVINO IL RILANCIO, NON L’ESODO!

“Non sono previsti tagli, anzi. Avremo bisogno di tutti i 4 mila dipendenti attuali e anche di qualcuno

in più per affrontare le grandi sfide che ci vengono incontro”. (Il Corriere della Sera – 7 marzo 2005)

 

“Il nostro obiettivo è di creare, a tutti i livelli, le condizioni per un recupero di fiducia nei propri mezzi

e di farlo in tempi rapidi.”   (Lettera ai dipendenti  – 28 settembre 2005 )

 

“Non abbiamo intenzione di cacciare personale, ma casomai di assumere”…..”Saremo un grande

polo informatico italiano”…   (Il Messaggero – 6 novembre 2005) 

Parole in libertà di patron Tripi.

 

I fatti di oggi sono nettamente contrastanti con quelle affermazioni: i lavoratori non percepiscono nessun rilancio di Banksiel, nessuna ricerca di nuovi mercati, di business e sinergie di gruppo, nessuna valorizzazione delle risorse umane presenti in azienda che, è bene nessuno lo dimentichi, hanno per tanti anni contribuito a generare redditività e nuovi posti di lavoro facendo diventare Banksiel il “gioiello del gruppo IT Telecom”,.

 

Ed oggi quale reale rilancio è possibile fintanto che i lavoratori:

  • si sentono denigrati anziché valorizzati;
  • poco o nulla coinvolti nelle azioni (se ne esistono) di rilancio;
  • impauriti (o minacciati) di finire in qualche lista nera perché
    • colpevoli di lavorare in un progetto considerato dall’azienda poco redditizio;
    • appartenenti allo staff, 
    • sono dei quadri (che costano troppo);
    • hanno più di 45 anni e quindi sono anziani (!!!)
    •  ecc….(SI SALVI CHI PUO’!)

 

Che fine ha fatto la FORMAZIONE in azienda?

Nel 2005 le ore erogate sono state 14 pro-capite e l’unico corso di riqualificazione, tenutosi nei mesi scorsi, ha lasciato alle persone coinvolte (sempre individuate con criteri piuttosto discutibili) sfiducia perché accompagnato da mancanza di chiarezza nelle finalità anche per lo stesso management.

Un piano di formazione serio presuppone un’idea di quali sono i progetti, i prodotti, le strategie dell’azienda nel prossimo futuro. Senza di ciò diventa difficile decidere quali sono le competenze necessarie e da reperire in primis attraverso formazione e riqualificazione delle professionalità interne

 

L’unico provvedimento che non conosce soste è quello degli esodi incentivati

Oggi il vero “core business” è stilare liste di persone indesiderate (chissà poi con quali criteri) a cui proporre di uscire dall’azienda, a cui dire che “la loro professionalità non serve più”, che farebbero il bene dell’’azienda andandosene.

 

Il Coordinamento Banksiel ritiene estremamente sbagliata tale operazione che individua nei lavoratori i grandi colpevoli di questa situazione!

Chiediamo con forza all’azienda, ancora una volta, di fermare questa disdicevole operazione : il rilancio efficace di questa azienda parte dalla valorizzazione delle risorse che da anni, con sacrifici e serietà, contribuiscono concretamente al bene aziendale.

Chi dimentica questo non rispetta i lavoratori di Banksiel.

 

5 maggio 2006                                                                               Coordinamento RSU Banksiel

  

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