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FINSIEL: NON DISTURBATE IL MANOVRATORE FIM, FIOM, UILM: NON SIAMO D’ACCORDO

 

 

La riorganizzazione del comparto informatica di Telecom (T.I.I.T. – Telecom Italia Information Technologies), portata avanti a colpi di ordini di servizio e senza alcuna disponibilità al confronto sul piano sindacale, si sta caratterizzando come un’operazione di divisione e smantellamento, fondata sulla creazione di unità industriali autonome, appiattite sull’indotto della casa madre e/o pronte per essere vendute.

 

Il sindacato metalmeccanico e il coordinamento delle RSU del gruppo Finsiel da tempo hanno invitato Telecom ad un confronto sulle politiche industriali per valutare:

·         le condizioni di rilancio del know-how peculiare del gruppo Finsiel (PAC, PAL, Banche, Metodologie, Tecnologie, Consulenza) e del modello organizzativo a rete cooperativa,

·         le opportunità di valorizzazione della presenza territoriale anche in funzione della riorganizzazione federalista della macchina dello Stato,

·         le prospettive di sviluppo delle sinergie con Telecom,

·         il quadro delle possibili alleanze con partner di livello europeo/internazionale;

·         il piano degli investimenti necessari per l’annunciato rilancio.

 

Ma l’azienda ha scelto di tenere fuori  il sindacato da questi processi, rifiutando il confronto e ostacolando la contrattazione di secondo livello, così, ad oggi, l’unica fonte di informazione per il sindacato e per i lavoratori delle aziende informatiche di Telecom sono le raffiche di ordini di servizio con i quali l’azienda ci pone davanti a fatti compiuti.

 

E’ per questo che lanciamo l’allarme: bisogna evitare che la ristrutturazione del gruppo Finsiel e, più in generale, dell’informatica di Telecom sia guidata da criteri economici. Il piano che l’azienda persegue è privo di qualsiasi volontà di rilancio e ciò è particolarmente evidente da un lato con l’appiattimento sugli obiettivi e sull’indotto di Telecom, dall’altro con operazioni di spezzatino industriale che possono preludere alla vendita dei singoli pezzi con l’unico obiettivo di fare cassa. Ancora più significativa è l’assenza di qualsiasi riferimento ad investimenti per il rilancio. 

 

Il Comparto informatica (12.000 dipendenti), così come disegnato dagli ordini di servizio, è una aggregazione fittizia di entità disomogenee e sconnesse tra loro, fondata su parole d’ordine false (il tanto sbandierato rilancio della comunicazione è solo il caso più eclatante), dove gli equilibri organizzativi non sono determinati da logiche industriali ma piuttosto dagli scontri nel gruppo dirigente mentre, nel frattempo, le relazioni industriali sono regredite a livello primordiale.

 

Proprio per il carattere frammentato e strisciante del processo di riorganizzazione la nostra critica riguarda solo alcuni aspetti generali che vogliamo qui rendere espliciti:

 

a) il nuovo assetto organizzativo ingloba sotto la denominazione Market una serie di entità industriali strutturalmente diverse tra loro (società, progetti, aree di attività, …) che richiederebbero interventi ed investimenti urgenti per raggiungere il grado di coesione necessario al perseguimento della missione assegnata. Inoltre i mercati-clienti dell’area Market (PAC, PAL, Banche, Industria, Trasporti) si situano in un contesto in continua evoluzione, con competitori molto aggressivi, ed è evidente che la possibilità di confrontarsi con tali mercati non può essere giocata a livello di singola particella dell’area Market ma guidata, coordinata e adeguatamente sostenuta a livello superiore;

 

b) dall’area precedente è stata tenuta fuori la Sogei, sotto la denominazione Tax Services, per cui è previsto che dovrà seguire un proprio destino di alienazione da Telecom, secondo scenari che si fanno via via più incerti e preoccupanti, essendo declinati senza tenere conto dei progetti societari sin qui perseguiti;

 

c) per quanto riguarda le attività specificatamente dedicate alle telecomunicazioni si stanno realizzando due poli, quello di sviluppo (Telecommunication Services –  per aggregazione di Telesoft, Sodalia, Divisione tlc di Finsiel, di parte di Netsiel  e parte della funzione informatica di Telecom) e quello di esercizio (Operational Services – sommando a Netsiel tutto il personale impegnato nella gestione dei CED di Telecom Italia). In questo caso il problema della omogeneizzazione appare ancora più urgente ma anche di più difficile soluzione, dovendo fare i conti con situazioni molto diverse tra loro, sia per gli aspetti professionali che per le culture aziendali e, non ultimo, per le aree contrattuali di provenienza. Ma poiché le soluzione dei due poli nasce asservita alle necessità di servizio del gruppo Telecom, di cui conosciamo la politica dell’usa e getta a esclusivo vantaggio della casa madre, è presumibile che queste aree si troveranno in breve coinvolte in nuovi e pesanti processi di ristrutturazione. Al di là delle proclamazioni ufficiali va anche sottolineato che, la missione dei due poli, in particolare di quello di sviluppo, deve ancora essere precisata e dovrà fare i conti con culture professionali quanto mai diversificate tra loro che, in molti casi, necessitano di veri e propri interventi di riconversione per renderle adeguate ai nuovo obiettivi; 

 

d) infine, relativamente alle altre due aree (Consulting e WEB Professional Services) colpisce il fatto che siano state distinte e tenute separate dalle altre unità del Comparto. Trattandosi infatti proprio di quelle competenze che fanno aumentare il valore aggiunto dei servizi e dei prodotti che l’informatica offre sembrerebbe naturale che queste debbano essere diffuse, distribuite e immediatamente disponibili. La scelta di isolarle appare contraddittoria rispetto a questa necessità e sarebbero necessarie le misure organizzative per rispondere a tale problema. 

     

Questi sono i fatti. Quello che vediamo costituirsi non è un aggregato industriale forte, unitario ed autorevole come potrebbe essere ma un arcipelago frastagliato di isole più o meno grandi, dove gli abitanti di ciascuna isola parlano lingue differenti (anche all’interno della stessa isola).

 

Da  qui nascono le domande.

 

Dove va il Comparto? Il piano di riorganizzazione non esclude, nei fatti, la possibilità che alcune aree vengano messe in vendita ed è evidente la maggiore attenzione dedicata ai servizi a Telecom rispetto alle altre attività del Comparto. Ma, finora, questo Gruppo ha operato in rete e ciò è stato uno dei valori principali dell’azienda.

 

Qualcuno crede che la competitività, la professionalità, l’occupazione siano meglio tutelate se si fanno scomparire le capacità sinergiche espresse dal gruppo Finsiel, vendendo pezzi importanti (Informatica Trentina ed Insiel, per dirne due a caso) o svilendo il progetto dei Centri di Competenza, con lo smantellamento di quelli maturi senza crearne di nuovi?

 

L’impressione è che si sia deciso di andare avanti tenendo al minimo le relazioni sindacali, con piccoli accordi parziali, senza che sia chiaro, alle Oo. Ss. ed ai lavoratori, l’approdo finale e operando a livello individuale per trasferimenti, passaggi d’azienda, etc.

 

Le ristrutturazioni fatte a colpi di analisi econometriche, stile anni 80, hanno fatto il loro tempo (vedi Olivetti, Italtel e Sirti). Quando ci confronteremo su obiettivi, investimenti, missioni, organizzazione del lavoro, territorio, metodologie, formazione e tecnologie piuttosto che sulla sola ragioneria di bilancio?

 

Non c’è risposta a tutte queste domande se non si affrontano i temi delle scelte di integrazione per il Comparto (sia in termini di linee guida che in termini di strutture trasversali e di interventi operativi) e degli investimenti previsti da Telecom.

 

Questo è l’unico percorso praticabile per arrivare a una soluzione positiva e condivisa dei problemi aperti. E la soluzione è possibile perché le aziende del Comparto, e specificatamente quelle del gruppo Finsiel, sono in grado di svolgere un ruolo attivo e propositivo sia per Telecom sia nei confronti del mercato, con un’offerta sinergica di prodotti e di servizi, una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale e un repertorio di professionalità particolarmente qualificate. 

 

C’è una richiesta implicita al Sindacato di “non disturbare il manovratore”.

Non è nostra intenzione stare fermi a guardare.

 

Il Coordinamento nazionale del Gruppo Finsiel e le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm ribadiscono con forza che il confronto nel merito della riorganizzazione dell’area informatica vada iniziato al più presto, a partire dall’incontro con l’azienda fissato per il giorno 29 settembre p.v. presso l’Unione Industriale di Roma.

 

Nei prossimi giorni si terranno le Assemblee dei lavoratori in tutta l’area informatica, per informarli delle decisioni delle Organizzazioni sindacali nazionali e del Coordinamento ed anche per preparare nelle aziende una capacità di azione e di mobilitazione nel caso l’atteggiamento dell’azienda continui ad essere dilatorio ed evasivo, impedendo al Coordinamento nazionale e alla categoria dei metalmeccanici di avviare un confronto vero, serio e costruttivo sul piano della riorganizzazione, assolvendo così al mandato che i lavoratori danno a Fim, Fiom e Uilm, al Coordinamento nazionale e alle RSU di tutelare la loro condizione di lavoro.

 

Segreterie Nazionali FIM FIOM UILM

Coordinamento nazionale GruppoFINSIEL

(Finsiel, Eis, Netsiel, Sogei, Sispi, Banksiel, Venis, Insiel, Aspasiel,

 Sibisiel, Sintesiel, Krenesiel, Intersiel, Carisiel, Datasiel, Comitsiel)

Roma, 18 settembre 2000

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